ALLEGRI: “Abbiamo buttato a mare quello che abbiamo costruito nell’ultimo mese e mezzo. Siamo arrabbiati e dispiaciuti, ora dobbiamo ricostruire”

Le parole del tecnico bianconero alla vigilia della sfida di Champions League

DICHIARAZIONI – Massimiliano Allegri ha parlato così durante la conferenza stampa alla vigilia della partita contro lo Zenit San Pietroburgo, in programma domani all’Allianz Stadium. DIversi i temi toccati, dall’importanza della partita al momento che sta vivendo la Juventus.

Sulla sfida di Champions:

E’ il primo obiettivo stagionale, centrarlo sarebbe bello e ci permetterebbe di lavorare con più serenità.

Sugli indisponibili:

Chiesa e De Ligt stanno bene, mancheranno De Sciglio, Kean e Ramsey. Domani mattina deciderò chi far giocare.

Sul momento:

Siamo arrabbiati e dispiaciuti. In 5 giorni abbiamo buttato via quello che di buono avevamo costruito nell’ultimo mese e mezzo. Eravamo tornati e poi siamo ricaduti, questo ci deve far riflettere e lavorare meglio. Su 15 gol subiti, 11 sono arrivati in 6 partite contro squadre che giocano tra il decimo e il ventesimo posto.

Sulla difesa a tre e sul centrocampo:

Se avessi la certezza che passando a tre non si subisca gol, mi metterei anche a sette. Non è questione di quello, ma di migliorare la gestione della partita e la fase difensiva. Anche a San Pietroburgo non abbiamo difeso benissimo, abbiamo concesso occasioni favorevoli in una gara in cui sembrava tutto facile. Coppia Arthur-Locatelli a centrocampo? In questo momento è difficile averne due che le possano giocare tutte.

Sulla crisi:

Dobbiamo stare zitti e lavorare, chi vince è bravo, chi perde ha torto. Dobbiamo giocare e vincere, poi spiegare perché lo hai fatto serve a niente ed è tutta roba che resta lì.

Su Chiesa:

Morata, Dybala e Chiesa hanno già giocato col Sassuolo o mi sbaglio? Le squadre si possono permettere tutto e il contrario di tutto. Dipende come stanno i giocatori: Chiesa domenica non c’era, domani c’è, magari giocherà dall’inizio

Su Morata:

Non è che uno diventa scarso all’improvviso, vale per lui quello che vale per tutti: pensare poco e lavorare tanto. Le cose verranno.

Sulle dichiarazioni di Capello:

Mi sento allenatore della Juventus, voglio stare qui a lungo. Vincere non è facile e stiamo lavorando con i giocatori e con il club, ma ci vuole tempo. 5 giorni fa eravamo in un’altra situazione, ora dobbiamo ricostruire un pezzettino alla volta: domani lo Zenit, poi penseremo alla Fiorentina.

Sul dopo Verona:

Non serve alzare la voce, i ragazzi sono intelligenti e capiscono il momento. Siamo in un brutto periodo, nessuno si aspettava queste due sconfitte. Bisogna reagire, ovvero fare una bella partita, vincere più contrasti, duelli aerei, per portare la gara dalla nostra parte. Il Verona ha fatto 25 falli, noi 8.

Su possibili soluzioni drastiche:

Non è questione di valori tecnici, ma di concentrazione e approccio. Facciamo bene le partite difficili e sbagliamo quelle cosiddetta “normali”. Ma i campionati e le stagioni passano proprio da quest’ultime, non vanno sbagliate

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