BONUCCI, La moglie: “Non rinnega la stagione al Milan. Sul suo futuro dico che…”

Alcune confessioni della moglie di Leonardo Bonucci.

RIVELAZIONITuttosport ha rilasciato sull’odierna prima pagina l’intervista a Martina Maccari, moglie di Leonardo Bonucci. Ecco ció che ha rivelato in merito al futuro del marito e ad alcune scelte passate:

LA VITA DI MARTINA –

«Non voglio né avallare ne criticare, ma sono fiera di essere un personaggio anomalo. Sono considerata una persona che sta sulle sue, che non sgomita per apparire, il successo e la popolarità possono portarti a perdere il distacco dalle cose reali. Io sono la moglie di Bonucci, non soltanto non lo rinnego ma ne sono fiera, però non è quello che mi caratterizza. Per altre invece è uno status. Se ci sarà qualche moglie di giocatore? Saranno presenti Carolina, la moglie di Chiellini, Alena Seredova e la moglie di Perin. In questi anni di Juventus sono passata tante persone, ma questo è il mio fulcro: abbiamo fatto la stessa strada per tanto tempo e quando il cammino è così lungo si tagliano anche i rami secchi».  

LA MALATTIA DEL FIGLIO –

«Non siamo andati in crisi: per mia esperienza personale non c’è nessuna coppia che si ama di più dentro una malattia o un lutto. Io e Leo abbiamo affrontato in maniera autonoma e singola il dolore, ognuno con i suoi tempi, e quando abbiamo risollevato lo sguardo ci siamo ritrovati vicini. La nostra fortuna è stata quella di non perderci grazie alla vicinanza di amici e famiglie che ci hanno arginato». 

IL FUTURO DI LEONARDO –

«Noi siamo molto legati ai Chiellini, i nostri bimbi sono cresciuti insieme. Quando fai una scelta devi ponderare bene, prima vengono le persone. Leo invece ha ben in mente quello che vuole fare dopo. Non ho dubbi che rimanga nel mondo del calcio, cambiando ruolo. Per Leo il calcio è la vita. Dietro a una scrivania no, lui ama il campo, vuole fare l’allenatore. Mi dice sempre “quando farò il tecnico mi dovrai ricordare…”». 

LA PARENTESI AL MILAN –

«Leo non rinnega l’anno al Milan, è stato un momento di crescita come uomo. Però il suo ritorno alla Juve è stato un ritorno a casa. Io non mi sono intromessa nelle sue scelte e l’ho sempre sostenuto, ma ancora adesso mi dice che avrei dovuto farlo ragionare».  

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