BRAGHIN: “Bilancio fin qui molto buono. Servono investimenti per il calcio femminile”

Le parole di Stefano Braghin, nuovo membro del Consiglio Direttivo della Divisione Femminile

LE PAROLE – Intervistato ai microfoni di JTv, Stefano Braghin, nuovo membro del Consiglio della Divisione Femminile, parla dei nuovi progressi da incrementare nel calcio femminile e sul bilancio totale. Di seguito, alcune le sue parole:

Sul bilancio:

Il bilancio fin qui è molto buono, soprattutto nel nostro percorso in Italia dove abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. È chiaro che mancano i due obiettivi principali, il campionato e la Coppa Italia, per cui siamo ancora in corsa. Questi due obiettivi naturalmente possono cambiare drasticamente la valutazione di questa stagione. Tutto verrà valutato in base a quello che accadrà nelle prossime 6-7 partite

Sul nuovo incarico:

Stiamo cercando di affrontare le sfide del calcio post pandemia e capire come il professionismo possa essere un’occasione importante. Il fatto che la Federazione nomini un club all’interno dei proprio membri è un segnale di grande collaborazione. Noi abbiamo sposato il calcio femminile in un contesto molto bellicoso nel 2017, in cui le istituzioni e i club erano su due fronti contrapposti. Oggi è unico e al di là del fatto che la Federazione abbia pensato a me, la cosa importante è che si lavora uniti, senza bandiere

Sui rinnovi:

Adesso siamo concentrati sul finire questo campionato, poi faremo le valutazioni su come aprire il percorso dei prossimi tre anni in prospettiva europea e serenamente decideremo come e in che modo affrontarlo

Sul professionismo nel calcio femminile:

In questo momento c’è una delibera che lo rende operativo dalla stagione 2022/2023. Manca ancora qualcosa, ma il professionismo è stata una grande conquista per le nostre calciatrici. Quando si combatte una battaglia bisogna proteggerla dai demagoghi e dai populismi che sono i primi attratti da queste situazioni. Dobbiamo concentrare i nostri sforzi insieme alla Federazione in modo che il professionismo sia una vera occasione di crescita. Occorre creare un prodotto che sia appetibile e che attiri gli investimenti: non si può vivere esclusivamente di contributi statali e governativi. Sono stati ben graditi, ovviamente, ma nel lungo periodo il sistema deve attrarre degli investitori

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