CAPELLO: “Ronaldo via? La Juve di oggi non ha la forza per imporsi a livello internazionale”

Le parole dell’ex tecnico, in merito all’addio di Ronaldo

LE DICHIARAZIONI – Come riporta la “Gazzetta dello Sport“, anche Fabio Capello è rimasto spiazzato dalle vicissitudini ultime di Cristiano Ronaldo. Di seguito, le sue parole.

Incredibile giravolta:

Sì, ma se ci pensiamo bene ha una sua logica. Cristiano Ronaldo is coming home. È tornato a casa. Il Manchester United lo ha lanciato e allo United chiuderà la carriera o vivrà in ogni caso uno splendido tramonto. Nel calcio queste cose hanno sempre una loro suggestione

L’impressione è che ci sia stato un grosso equivoco di fondo: Guardiola, mettendo da parte le frasi di stima dovuta nei confronti di CR7, non si è mai scaldato per il portoghese:

La verità la conoscono solo gli interessati. Credo che Ronaldo allo United sia l’happy end giusto

Un’altra perdita della nostra Serie A dopo il trasferimento di Lukaku dall’Inter al Chelsea:

Sicuramente una storia che ridimensiona la nostra Serie A. È accaduto pure nella Liga con la partenza di Messi. Ecco, a guardarla bene, è l’estate che ha stravolto alcuni equilibri. Hanno cambiato aria i due fuoriclasse che hanno segnato la storia del calcio degli ultimi dieci anni. La Serie A ha perso un altro pezzetto di fascino, ma confido sempre nella spinta del successo all’Europeo e nello spazio per i giovani. Il calcio è in eterno movimento

Quale ragionamento può avere prevalso nella testa di Cristiano Ronaldo per decidere di cambiare squadra?

Penso che abbia fatto le sue valutazioni sulla Juventus attuale. Nella sua visione, suppongo, la Juve di oggi non ha evidentemente la forza per imporsi a livello internazionale. Dopo tre anni di assalto fallito alla Champions potrebbe essere stata questa probabilmente la ragione delle ragioni

Si torna a discutere, ai margini di questa storia, del rapporto squadra/campioni: il primato di una di queste due componenti sull’altra:

Io ho sempre rispettato la figura del fuoriclasse. Per me sono i grandi campioni che aiutano a vincere le squadre, ma allo stesso tempo un giocatore da solo non può essere decisivo, senza un’orchestra eccellente alle spalle

L’allenatore Capello avrebbe portato nel suo club un fuoriclasse di 36 anni e mezzo, con due decenni alle spalle ad altissimi livelli?

Dipende dalla squadra che mi sarei trovato a gestire. Ai campionissimi non si rinuncia mai per principio, ma poi è importante il contesto

La rinuncia di Guardiola a Ronaldo si può leggere anche come la posizione di un tecnico che vuole affermare sempre la sua centralità sulla squadra?

Non dobbiamo mai dimenticare che Pep ha guidato il Barcellona di Messi. Con Leo c’è stato feeling. Con Ibrahimovic no. Dipende dalle persone e dalle situazioni. Mi pare che il City attuale abbia talenti eccellenti come Foden, Mahrez, Sterling

Che cosa può dare ancora CR7 a alti livelli?

Penso che in lui siano molto forti le motivazioni. Sa di essere ormai al tramonto della carriera e immagino che voglia chiudere in bellezza. L’orizzonte è limitato e perciò penso che cercherà di dare il meglio di se stesso per congedarsi da trionfatore. E poi occhio ai numeri

Cioè?

Cristiano ha segnato 101 gol con la maglia della Juventus in tre stagioni, oltre 30 a annata. Sono le cifre di un campione straordinario. I numeri non mentono mai

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