CORRIERE SPORT STADIO, L’importanza di chiamarsi Federico

La Juventus passeggia sulla Dynamo Kiev e nella serata di Champions c’è spazio per far brillare la stellina di Federico Chiesa, il migliore in campo della gara contro gli ucraini.

LA PARTITA DI FEDERICO- L’avversario non è imprescindibile. Eppure è la serata in cui l’ex viola ha potuto sfoderare a pieno quelle qualità che hanno motivato il suo arrivo a Torino. Un gol di testa che sblocca il match, l’assist per il 3-0 di Morata, la giocata che propizia il raddoppio di CR7, le sgroppate sulla fascia e gli innumerevoli recuperi difensivi hanno fatto di Chiesa quell’esterno fondamentale negli schemi tattici dell’allenatore. La completezza di Federico lo rendono l’uomo in più dei bianconeri, il jolly che può consentire a Pirlo di variare sulla reiterata sinfonia Morata-Ronaldo.

La prestazione maiuscola di Chiesa deve dare fiducia in primis al ragazzo che aveva bisogno di una serata del genere. Ma deve anche essere il viatico fondamentale della stagione bianconera. Dalle giocate e dal rendimento dell’ex viola può dipendere la continuità di una squadra che non è ancora stata capace di piazzare due successi consecutivi in campionato. Mettere la Chiesa al centro del villaggio, dunque. Per consacrare il talento da affiancare alla coppia gol della penisola iberica.

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