D’AMICO: “Troppo buonismo nelle trasmissioni. Diletta Leotta è riuscita a diventare un marchio”

Le parole della giornalista, in vista della nuova annata di calcio

LE DICHIARAZIONI – Intervistata ai microfoni della “Gazzetta dello Sport“, Ilaria D’Amico si esprime in merito all’imminente inizio di campionato. Di seguito, le sue parole.

Sulla metamorfosi del calcio in tv:

Io penso che ogni rivoluzione tecnologica vada cavalcata, è stato fatto con l’arrivo del satellite e adesso è il momento dello streaming che ha un potenziale di fruizione enorme. L’importante è che le immagini non perdano la loro bellezza. Ma c’è un altro ingrediente che non può mancare: i contenuti del racconto. La mia speranza, da appassionata di calcio prima ancora che da addetta ai lavori, è che non ci siano troppe perdite in termini di spunti e si continui a narrare il romanzo più bello che abbiamo, la Serie A, come merita

Il passaggio allo streaming non è l’unico cambiamento di questa stagione:

No, prima Sky era la casa del calcio, adesso ci sono tante case diverse e non nego che un certo spaesamento lo avverta. Quel viaggio fantastico purtroppo si è interrotto, ho visto tanti conduttori e amici trasferirsi altrove, faccio a tutti un grande in bocca al lupo anche se spero che un giorno si possano ritrovare di nuovo a Sky

Le donne in conduzione sono sempre di più:

L’importante è che non sia una scelta motivata da una moda o dal politicamente corretto. Io non ne ho mai fatto una questione di genere e non credo ci sia bisogno delle quote rosa. Se ci sono professioniste brave allora è giusto che abbiano spazio, altrimenti non è un premio per le donne, anzi

Chi le piace tra le sue colleghe?

Nel nuovo panorama Diletta Leotta è riuscita a diventare un marchio. Dazn si identifica con lei in questo momento, è riuscita ad imporre un’immagine vincendo la sua personale scommessa. A me poi piace tantissimo Giorgia Rossi: l’ho seguita durante il Mondiale del 2018 e ho subito pensato: “Questa ragazza ha i numeri”

Che consigli darebbe a chi dirige uno studio come ha fatto lei a Sky per tanti anni?

Mi sembra ci sia un buonismo generalizzato che personalmente mi annoia. Un tempo non era richiesto, anzi, ora invece l’approccio anche verso gli intervistati è più morbido. Allo stesso tempo però trovo insopportabile chi vuole per forza essere fastidioso e fare polemica: quando c’è da rendere merito si fa, così come quando c’è da andare giù duri, no?

Progetti per il futuro?

Devo ammettere che quest’anno sabbatico non mi è pesato per niente! Ma il piano resta lo stesso: vorrei tornare a raccontare la quotidianità ponendo l’attenzione sul sociale, il politico e l’attualità, ma in un modo un po’ diverso, anche leggero e ironico

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