DI NECESSITA’ VIRTU’. PRONTUARIO DI SOPRAVVIVENZA BIANCONERA

Una classifica deficitaria che racconta di un settimo posto in campionato, il tonfo clamoroso a Stamford Bridge che ha minato certezze importanti anche in Champions, il caos plusvalenze con il conseguente crollo del titolo in borsa, i rinnovi che tardano ad arrivare e gli infortuni che invece arrivano con grande puntualità. Le condizioni sono proibitive. Ma si può trovare il varco salvifico per uscire dalla giungla illesi (o quasi). Di seguito un manuale pratico di sopravvivenza.

PANACEA ARGENTINA – In situazioni estreme una prima buona soluzione è quella di affidarsi alla persona più preparata, a quella dotata dei mezzi più efficaci per affrontare ogni evenienza. Il più attrezzato risponde al nome di Paulo Dybala. Smaltito l’infortunio che lo ha tenuto lontano dalla Juventus per troppo tempo, la bussola argentina è pronta ad indicare nuovamente il nord della risalita in campionato. La ritrovata leadership vista in quel di Salerno è un saggio abbastanza esplicativo dell’equipaggiamento sopra la media del numero dieci. Mai come in questa stagione Massimiliano Allegri intende collocare Dybala al centro del gioco della squadra. Conduttore, rifinitore e finalizzatore, l’azione non prescinde mai dai suoi piedi. Il 4-2-3-1 con il quale i bianconeri affronteranno, con molta probabilità, il Genoa orbita intorno alla sua stella che in quel sistema di gioco riesce a brillare al meglio. Vuoi per l’addio di Cristiano Ronaldo, vuoi per una ritrovata condizione fisica e mentale, Dybala non può che essere il primo riferimento in attacco per la Juventus. La sensazione è che la Joya possa guadagnare in continuità e veder crescere ulteriormente il proprio peso nello scacchiere bianconero quando l’annuncio del rinnovo metterà la parola fine ad un tira e molla che non ha giovato a nessuno. L’ottima prestazione nell’ultimo turno di campionato contro la Salernitana, ha spronato il club bianconero ad accettare tutte le condizioni sul prolungamento del contratto con ritocco verso l’alto dell’ingaggio. L’inchiesta sulle plusvalenze ha rallentato le operazioni ma la società è fiduciosa per la rapida chiusura della trattativa. Nel frattempo Dybala si confermi trascinatore e guida nella sfida estrema di questa stagione.

RIFUGIO SICURO – Regola numero due. Per accrescere notevolmente le proprie possibilità di sopravvivenza è di vitale importanza costruirsi un riparo che possa garantire copertura dalle intemperie e dal mondo esterno. In campo, la Juventus ha già trovato la quadra: si tratta, infatti, della terza partita (delle ultime quattro giocate) in cui ha mantenuto la porta inviolata. Si sa, Allegri è un vero e proprio maniaco della fase difensiva e avrà certamente apprezzato il dato che pone i bianconeri davanti a Milan e Atalanta per gol subiti: 16 le reti incassate dalla Vecchia Signora contro le 18 dei rossoneri e le 17 dei ragazzi di Gasperini. In attesa che la squadra possa fornire indicazioni più incoraggianti in fase realizzativa, vero tallone d’Achille della Juventus targata Allegri bis, de Ligt e compagni serrano i ranghi e provano a rilanciare le speranze quarto posto che la sconfitta interna con la Dea aveva brutalmente sgretolato.

RISORSE INASPETTATE – La terza e ultima regola è anche la più importante in ogni situazione di emergenza. Sapersi adattare. E’ difficile pianificare il da farsi quando l’ambiente tende a prevalere. Bisogna, quindi, munirsi di buona flessibilità e sfruttare quello che si trova. Volgere, per quanto possibile, a proprio favore anche le condizioni meno favorevoli. L’infortunio di Chiesa, unito a quello di Mckennie, ha privato i bianconeri di due valide soluzioni tecnico-tattiche. La duttilità dell’ex viola e la capacità di inserimento dell’americano hanno spesso consentito ad una Juventus sterile di venire a capo delle gare più bloccate. Alla Continassa non ritroveranno Chiesa prima del nuovo anno. Per l’ex Schalke, invece, l’entità è più lieve, anche se Weston ha continuato ad allenarsi a parte svolgendo un lavoro differenziato. La situazione negativa può però far evolvere le cose con una soluzione frizzantina. Aggregato alla prima squadra, Matias Soulé ha bagnato l’esordio con la maglia dei grandi nella notte di martedì. Un assaggio di esordio, ad essere sinceri, poiché il classe 2003 entra in campo soltanto per assistere alla battuta del calcio di rigore di Dybala, che spedirà il pallone in curva. Chissà a cosa avrà pensato Soulé nella serata campana, se si sarà goduto il momento o se avrà avuto da ridire sul trattamento a lui riservato dall’allenatore. I tifosi sui social hanno storto il naso di fronte al poco spazio concesso al baby talento e all’umiliazione di non poter toccare nemmeno un pallone in uno dei debutti più strani della storia del calcio. Fatto sta che Soulé il suo compito lo conosce bene. Deve sostituire come può il lungodegente Chiesa. La classe non gli manca, la fiducia del mister forse sì. Sarebbe un peccato non sfruttare a pieno la vivace esuberanza di una giovane promessa. Allegri prenda un acciarino e cominci a lavorare la pietra Soulé. E, se ci abbiamo visto giusto, il ragazzo sarà la scintilla inaspettata e preziosa che riaccenderà un nuovo fuoco bianconero.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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