Il mercato della Vecchia Signora è bloccato dalla volontà di Dusan Vlahovic di portare alla sua naturale scadenza un contratto, che per quanto oneroso, è stata la Società bianconera a fargli firmare, salvo poi, accorgersi che il calciatore non era un top player.
Ma facciamo un passo indietro.
Dusan Vlahovic approda alla Juventus nel mercato invernale, alle 19:30 di venerdì 29 gennaio 2022, le prestazioni del serbo vengono acquisite dai bianconeri, forte di un curriculum niente male nelle file della Fiorentina, 44 reti in 98 partite.
La sensazione all’epoca, era quella di aver tesserato un calciatore con grandi margini di crescita e con una buona media realizzativa, 0,45 reti a partita.
La Juventus verserà nelle casse della Fiorentina 70 milioni di euro, ripartiti in tre esercizi di bilancio, a questa cifra, effettivamente troppo alta, andavano aggiunti:
- 11,6 milioni di euro quale “contributo di solidarietà e oneri accessori”
- 10 milioni di euro in bonus alla società di Commisso.
Il trasferimento del serbo, all’epoca ventiduenne, alla Juventus si è rivelato, con il senno di poi, un salasso economico quantificato in 91,6 milioni di euro, ad esclusione delle voci riguardanti gli emolumenti al calciatore.
Conclusa la parte legata all’acquisizione del cartellino, c’era ancora da sistemare quella legata agli emolumenti da versare al calciatore.
Dusan Vlahovic firma un contratto con la Juventus che prevede un ingaggio nelle prime due stagioni di 8 milioni di euro, ma nel calcio dove i procuratori ormai dettano legge, tra le clausole figurano due bonus fedeltà, che scattano a fine stagione.
Il primo bonus incrementa lo “stipendio base” di 2,5 milioni di euro, ed arriviamo 10,5 milioni di euro, il prossimo bonus raggiunto il 30 giugno di quest’anno fa lievitare l’ingaggio ad una cifra folle, 12 milioni di euro.
Ma il disastro è dietro l’angolo, esattamente il 30 giugno 2026, oltre quella data Vlahovic sarà un giocatore libero di accettare firmare per chiunque, senza costi per il cartellino da corrispondere alla Juventus, in due parole “parametro zero”.
Per questo motivo la Juventus, ritenendo il serbo fuori dal progetto tecnico, ed avendo puntato sul canadese Jonathan David, deve assolutamente cedere Vlahovic, operazione non facile, vista anche la volontà del calciatore di svincolarsi a fine stagione.
Tutto lascia presagire che Vlahovic venga ceduto, impensabile restare fermo una stagione, il danno sarebbe per entrambe le parti
Il serbo probabilmente concluderà la propria esperienza in maglia bianconera con 43 reti in 104 incontri, con una media realizzativa di 0,41 reti a partita, in linea con quanto visto in maglia viola.
Ma torniamo al conto da pagare.
Alla voce “oneri accessori”, troviamo 8,1 milioni di euro, che spettano a Darko Ristic il procuratore di Vlahovic.
La gestione del contratto di Vlahović nasce dal presupposto di aver puntato su di un giocatore di prospettiva, già rodato nel calcio italiano, ma evidentemente non era così.
A mio avviso l’errore della società è stato quello di porsi il problema della cessione, con decisione, soltanto ad un anno dalla scadenza del contratto, quando diventa difficile, per non dire impossibile trovare un club disposto a garantire a Vlahovic uno stipendio di 12 milioni di euro e un costo per il cartellino tra i 20 e i 30 milioni di euro alla Juventus.
Impossibile anche perchè, con questa tempistica, nessuna squadra ha interesse a tesserare un calciatore, pagando queste cifre, quando puoi metterlo sotto contratto a gennaio versando soltanto l’ingaggio.
Inoltre, quando il calciatore, può svincolarsi al termine della stagione, il “ricatto” della società di metterlo fiori rosa, è sicuramente meno pressante, al contrario di una scadenza di due anni, dove la pressione è sicuramente maggiore.
Anche se personalmente, mettere un giocatore fuori rosa, per accelerare la cessione, non mi trova d’accordo, in questo caso però con offerte importanti, anche economiche, ricevute dal serbo, la pressione avrebbe sicuramente agevolato la cessione, fermo restando che è un diritto di Vlahovic pretendere il rispetto degli accordi presi.
La strategia di Vlahović sembra essere quella di restare alla Juventus fino al scadenza del contratto, con l’obiettivo di firmare per un ingaggio ancora più alto da un’altra parte.
Un’altra opzione sul tavolo è quella del prolungamento del contratto, in modo da poter piazzare il calciatore sul mercato, senza la tagliola del parametro zero e con più tempo a disposizione.
Tutto dipenderà dalla bravura di Damien Comolli, Direttore Generale della Juventus, e dalla volontà di Darko Ristic, procuratore di Vlahovic.
Ma il calcio va avanti, la Juventus era già passata per questa situazione, con i contratti di Gonzalo Higuaín e di Federico Chiesa, mentre era riuscita a risolvere la questione con Leonardo Bonucci, che aveva accettato il trasferimento all’Union Berlin, evidentemente la storia si ripete con grossi ripercussioni sul bilancio bianconero e sulla campagna acquisti.
In attesa della conclusione della diatriba tra le part in causa, il pensiero va al film: PRENDI I SOLDI E SCAPPA, del 1969 scritto, diretto e interpretato dal mitico Woody Allen.








