FOCUS, Aria di casa cercasi: la Juventus e il tifo perduto

Viaggio all’interno della difficile annata bianconera, complicata anche dall’atmosfera dell’Allianz Stadium

CRISI – Certo, i cicli finiscono e bisogna essere in grado di sopportare qualche brutta prestazione. Non sempre, però, il tifoso è in grado di ragionare in maniera lucida, disperato dalla voglia di vedere la propria squadra vincere. Per il tifoso della Juventus, questa annata più della scorsa rischia di diventare difficile da digerire: con 5 vittorie nelle altrettante sfide che mancano da qui alla fine del campionato, i punti in classifica sarebbero 78, come quelli conquistati nella passata stagione quando sulla panchina c’era l’esordiente Andrea Pirlo. L’ex centrocampista ha però aggiunto al suo curriculum una Supercoppa Italiana una Coppa Italia, la prima sfumata quest’anno all’ultimo respiro contro l’Inter, la seconda ancora in bilico in attesa del ritorno della semifinale contro la Fiorentina in programma mercoledì. L’umore, quindi, non è dei migliori, e allo stadio lo si percepisce. Nella sfida contro il Bologna, come già capitato in altre occasioni tra le mura amiche, un silenzio assordante ha accompagnato i bianconeri: tra qualche accenno di fischi e mugugni generali per una prestazione non all’altezza, a risaltare ancora una volta è la mancanza di quel fattore che molto spesso, negli anni passati, ha costituito un vantaggio, quasi come avere un uomo in più in campo.

LONTANI – Il motivo è ormai chiaro: alla fine del 2021, la sentenza definitiva dell’inchiesta “Last Banner” ha portato alla condanna dei maggiori esponenti del tifo organizzato bianconero, che da lì in poi hanno definitivamente rotto anche con la società e non hanno più partecipato alle gare casalinghe della Juventus. La loro assenza si nota eccome: per larghi tratti della partita, lo Stadium pare un teatro riempito da 40 mila spettatori paganti che assistono a quello che si suppone possa essere uno spettacolo, senza però quel coinvolgimento emotivo necessario anche ai giocatori per avere una carica in più. Le poche centinaia di tifosi felsinei arrivati in trasferta, nella partita di ieri, hanno dimostrato quanto l’attaccamento alla propria squadra possa creare una scintilla che arriva ai giocatori in campo, permettendogli di andare anche oltre ai propri limiti tecnici, e come lo si possa fare anche in maniera civile (bella la scena con un bimbo, tifoso rossoblù, che era seduto in tribuna e a fine partita è stato acclamato da tutto il settore ospiti).

SPACCATURA – Per avere un’idea di quello che il tifo organizzato bianconero pensa, è facilmente reperibile online la lettera inviata dopo la sconfitta interna contro il Villarreal: si parla di teatro e di business più importanti del calore dei supporter. I risultati casalinghi sono il naturale riflesso di questa spaccatura: sono 5 le sconfitte interne in questa stagione, 4 in campionato e 1 in Champions League, a cui si aggiungono 4 pareggi, il peggior rendimento casalingo da quando esiste la nuova casa bianconera. Il calore dei tifosi è sempre stata un’arma in più del ciclo vincente della Vecchia Signora, iniziato con Antonio Conte e proseguito con Massimiliano Allegri: entrare allo Stadium e trovarsi davanti alla bolgia bianconera ha intimorito persino i grandi campioni. La Juventus ha bisogno di ritrovare quel calore e quell’unità che hanno contraddistinto il primo decennio di vita del nuovo impianto. Anche questo servirà per tornare a vincere.

About Samuele Ravara

Leggi anche

JOVANOTTI: “So che mettono le mie canzoni all’Allianz Stadium, ma non posso ripostarle…”

L’intervista di ‘DAZN’ al cantante nato a Roma CURIOSITÁ – La cornice dell’Allianz Stadium, in …