FOCUS, Caos Superlega: nubi all’orizzonte per la Vecchia Signora

L’apertura del procedimento disciplinare preoccupa e non poco Juventus, Real Madrid e Barcellona

TEMPESTA IN VISTA – “Vae victis”, guai ai vinti, la celebre frase pronunciata da re Brenno durante il primo sacco di Roma, potrebbe tornarci utile per descrivere al meglio ciò a cui andrebbero incontro Juventus, Real Madrid e Barcellona. Prima di tutto, facciamo un passo indietro. Spostiamo le lancette dell’orologio allo scorso 19 aprile, quando venne annunciata la nascita della nuova Superlega. Un torneo che si sarebbe dovuto disputare parallelamente alle consuete competizioni Uefa, che avrebbe dovuto coinvolgere 20 club in totale. I 15 fissi, i cosiddetti club fondatori, più altri 5 selezionati ogni anno tenendo conto dei risultati dei risultati conseguiti nella stagione precedenti all’interno dei rispettivi campionati locali. Un progetto, voluto e sostenuto fortemente da tre regine d’Europa, cioè Real Madrid, Barcellona e Juventus che da lì a poco ha suscitato l’interesse di molte altre superpotenze del nostro continente. ovvero Milan, Inter, Atletico Madrid, Manchester City, Arsenal, Tottenham, Chelsea, Liverpool. Nel comunicato diffuso dalla Superlega era emerso che in questo gruppo, in quello dei fondatori erano state inserite anche il Borussia Dortmund, il Bayern Monaco ed il Paris Saint Germain. Sebbene nessuna di queste compagini avrebbe dato una risposta concreta per entrar a far parte di un’iniziativa che nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, avrebbe rivoluzionato completamente il calcio così come lo conosciamo. L’intenzione era quella di schierarsi apertamente contro le ultime politiche adottate dalla Uefa, il massimo organico calcistico europeo.

Accusata in sintesi di non essersi mai realmente interessata alla crescita ed al sostegno economico dei principali club europei. Naturalmente la Uefa non è rimasta a guardare ed ha subito annunciato che sarebbero stati presi provvedimenti specifici per combattere e punire il comportamento dei separatisti. Ecco che nel giro di poche ore è iniziato il fuggi fuggi, con la maggior parte delle squadre che ha preferito tornare sui propri passi. Piuttosto che intraprendere una battaglia legale contro il numero uno della Uefa Aleksander Ceferin. La maggior parte, ma non tutte. Perchè i blaugrana, i blancos ed i bianconeri ad un mese di distanza, non si sono ancora tirate indietro. Come si sol dire, l’uomo è artefice del proprio destino. E nessuna causa è persa, finchè ci sarà qualcuno disposto a combattere per essa. La Uefa ha aperto un provvedimento disciplinare contro le ultime tre separatiste. Un passo che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe portare all’esclusione dei tre club dalle coppe per uno o due anni. Sarà sicuramente un’estate molto torrida per le due regine di Spagna e per la Vecchia Signora. Dopo essere rimasti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo di campionato, per i tifosi bianconeri la parola relax sembra ancora destinata a rimanere una pura utopia per parecchio tempo.

SI VIS PACEM PARA BELLUM – Se desideri la pace, preparati alla guerra. Non si combatterà con spade e scudi questo è chiaro, ma ci si scontrerà inevitabilmente all’interno delle aule dei tribunali. Andrea Agnelli, accompagnato e sostenuto da Florentino Perez e Laporta, non resterà sicuramente a guardare. E qualora Ceferin dovesse realmente proseguire su questa linea, i presidenti dei tre club ribelli presenterebbero sicuramente ricorso al Tas, il tribunale arbitrale dello sport, con sede legale a Ginevra. Che con ogni probabilità, sospenderebbe la pena in questione. A quel punto, le tre società potrebbero prendere parte alla prossima Champions League. Ma il problema si presenterebbe l’anno successivo, quando l’esclusione dalle competizioni continentali, sarebbe inevitabile.

Il condizionale è d’obbligo, perchè nonostante la situazione si preannunci critica, le tre separatiste sono convinte che alla fine, la loro determinazione, la loro voglia di continuare a combattere per una causa giusta, verrà premiata. La speranza è che la Corte di Giustizia Europea possa mettere all’angolo la Uefa e ribaltare l’esito della procedura. Certo ci vorrà del tempo per analizzare con attenzione le carte in tavola, minimo 16 mesi. E nel frattempo sicuramente non si rimarrà fermi. Anzi le quotazioni riguardo ad eventuali corsi e ricorsi da ambo le parti in causa sono basse, nel senso che sarà questo lo scenario a cui dovremo assistere nei prossimi mesi, salvo rocamboleschi colpi di scena. Una cosa è certa: la questione legata alla Superlega è tutt’altro che chiusa. La battaglia è stata persa questo è vero. Ma la guerra, beh questo è un altro discorso ancora. Ne vedremo sicuramente delle belle in uno scontro che determinerà le sorti del calcio internazionale. Il comunicato congiunto rilasciato nella serata di ieri da Juve, Barca e Real ha lanciato un messaggio chiaro e tondo. Il monopolio della Uefa deve finire. Con una Signora che ha imparato a non piegare la testa davanti a qualcuno che fa la voce grossa.

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