FOCUS, Come gioca il Verona. L’analisi delle tre P

L’avversario di giornata dei bianconeri è il temibile Verona di Juric. Tracciamo un’analisi dei punti di forza dei gialloblù in tre punti chiave.

PROFONDITA’ – La Juventus è avvisata. Questo Verona gioca a calcio. Quasi mai in stagione la squadra di Juric ha recitato il ruolo di spettatrice non pagante delle giocate avversarie. Merito della filosofia di un tecnico che predica uno sviluppo verticale della manovra e un’attenzione spasmodica all’occupazione dell’area di rigore. Il risultato lo possiamo vedere nei risultati dei gialloblù che stazionano stabilmente tra le prime dieci squadre della serie A, raggiungendo con una facilità sempre più disarmante un obiettivo salvezza, che si fa via via più stretto. Le ambizioni dei veneti potrebbero essere ben altre, se solo avessero un ariete d’area che portasse ai massimi livelli la ricerca della profondità tanto perseguita. Kevin Lasagna non pare proseguire al momento il solco tracciato da bomber Luca Toni.

PRESSING – Una soluzione tattica molto praticata dalla squadra di Juric pare essere quella della pressione asfissiante sul portatore di palla. E’ certamente una scelta che logora le riserve energetiche di chi la pratica nel lungo termine, eppure l’aggressione alta dell’avversario ha regalato risultati molto soddisfacenti. Possiamo coglierne la portata se analizziamo l’azione che ha portato alla rete del vantaggio nell’ultima uscita del Verona in campionata, quella con il Genoa. Il pressing alto consente a Barak di soffiare palla a Czyborra, approfittando di un controllo non ottimale dell’esterno genoano. Il numero 7 salta un avversario e serve in area Ilic che insacca con il sinistro. La pressione ha causato l’errore, ancor prima che l’immediato recupero della sfera.

PROTAGONISTI – Il già citato Antonin Barak è uno degli uomini simbolo di questo Verona. Centrocampista duttile, mediano e trequartista all’occorrenza. Un tuttofare che non disdegna gli inserimenti in area e i gol, già 5 in stagione più 2 assist. Il ventiseienne calciatore ceco è uno degli uomini che la retroguardia bianconera dovrà tenere a bada. Ma non il solo. Perché lì davanti Juric può disporre di pedine molto valide a supporto dell’unica punta Lasagna. E’ il caso di ricordare Mattia Zaccagni, la seconda punta più prima punta di tutte. I suoi movimenti a tagliare l’area, l’abilità nel gioco aereo e una non comune visione di gioco lo rendono il raccordo qualitativo tra centrocampo e attacco. E una spina nel fianco costante nelle difese che lo affrontano.

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