FOCUS, ‘Dai ancora un po’ eh’

Dal settore giovanile al girovagare in provincia per poi riabbracciarsi nuovamente: la storia di Carlo Pinsoglio

PINSO2023 – Il rinnovo di contratto di Carlo Pinsoglio (vedi qui) è stata una notizia accolta con tanto entusiasmo dal mondo Juventus. Nonostante sia ‘soltanto’ il terzo portiere, il 31enne di Moncalieri è una figura importantissima all’interno dello spogliatoio bianconero. Benvoluto da tutti per la sua solarità e per il buon umore che riesce a trasmettere ai compagni, Pinsoglio si è ritagliato uno spazio che difficilmente potrà essere colmato da qualcun altro. Ripercorriamo la sua carriera, fatta di alti, ma anche, purtroppo, di bassi.

ESORDI – Il giovanissimo Carlo entra nel mondo Juventus a soli 9 anni, dove fa tutta la trafila del settore giovanile e riesce a vincere non solo la Supercoppa Primavera, ma anche l’ambitissimo Torneo di Viareggio per ben due volte da assoluto protagonista. Nell’edizione del 2010, Pinsoglio fu votato come miglior portiere: è il trampolino di lancio per approdare nel professionismo, proprio nel Viareggio (in prestito).

LA DISCESA – Il suo rendimento resta ottimo e il Pescara decide di portarlo in Serie B. Sembrava l’inizio dell’ascesa per il giovane portiere, ma nulla andrà come preventivato. Dopo poche giornate, Zdenek Zeman (allora allenatore del Pescara), entrò in conflitto col portiere e decise di preferirgli Anania. Dopo i continui screzi tra i due e le sole 5 presenze, sceglie di abbandonare l’Adriatico per trasferirsi al Vicenza, sempre in Serie B, in cui collezionerà 23 apparizioni in una stagione. L’anno seguente inizierà a vivere i due anni più felici della sua carriera nel Modena, dove raggiungerà i play-off da titolare inamovibile nel suo primo anno in Emilia, mentre si dovrà accontentare della salvezza ai play-out l’anno seguente, confermandosi tuttavia uno dei migliori portieri del campionato cadetto. Il 2015 sarà lo ‘sliding doors’ della vita calcistica (e non) di Carlo, con la firma al Livorno. Gli amaranto sono un organico che punta alla promozione in A e Pinsoglio è stato acquistato per esserne il numero 1. La squadra non gira e gli errori ripetuti del portiere piemontese sono determinanti: Livorno che si gioca l’accesso al play-out contro il Lanciano all’ultima giornata. Perde il posto da titolare, ma nella partita decisiva ha la sua occasione: Ricci (il portiere preferito a Pinsoglio) viene espulso, entra Carlo per tenere il vantaggio che proietterebbe i toscani a giocarsi la salvezza con la Salernitana. Risultato? Papera clamorosa e gol del 2-2 del Lanciano. Il Livorno è in Lega Pro dopo 15 anni dall’ultima volta.

LO SPAVENTO – Il post gara di quel maledetto LivornoLanciano se lo ricorderà per tutta la vita. I tifosi amaranto sono una furia nei confronti della squadra e Pinsoglio, a causa dei suoi grossolani errori, ne diventa il capro espiatorio: alcuni tifosi cercarono di aggredire la sua famiglia sugli spalti. Lui si precipita in tribuna per proteggere i suoi cari e inizia la mattanza nei suoi confronti: prognosi di 3 giorni in ospedale. Per fortuna quel ragazzo, partito con tanti sogni nella testa e finito nel mirino di una tifoseria di provincia, può ancora raccontare la drammaticità dell’evento, ma soprattutto tornare a giocare. Lo farà al Latina, dove le cose non vanno meglio e la squadra retrocede in Lega Pro. Per fortuna questa volta non succede nulla di spiacevole nei suoi confronti.

IL RITORNO – Intorno a tutte queste peripezie sperimentate in provincia, c’é sempre la Juventus. Il giocatore è stato sempre di proprietà di Madama, con la speranza che nei vari prestiti, Carlo si fosse rivelato un portiere da Juve. Le qualità a livello umano non si discutono, cosa non di poco conto nell’ambiente bianconero. Queste qualità portano i piani alti della Continassa ad effettuare una telefonata: ‘Juve, arrivo‘ la risposta. Carlo torna a casa, una casa che lui non avrebbe mai voluto lasciare, ma che non gli avrebbe consentito di sentirsi protagonista. Ora Carlo ha raggiunto i 31 anni di età, è il terzo portiere da 4 anni ed è l’idolo della compagnia. Szczesny di lui racconterà: “per diventare un campione ho scelto Pinso come esempio. Allenarsi con la sua passione e la sua intensità mi farà diventare bravo come lui“. Pensate che Ronaldo, per la festa dei suoi 35 anni ha invitato soltanto un componente della rosa bianconera. Indovinate chi. Per farvi capire il personaggio.

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