FOCUS, Dal 5 maggio dello scudetto al 5 maggio della Champions?

La ricorrenza felice del popolo bianconero torna ad essere ricordata diciannove anni dopo quel sensazionale tricolore. Quest’anno però un finale analogo può andare in scena per la lotta Champions.

ANNIVERSARIO – Ogni tifoso bianconero avrà nella mente un proprio baule dei ricordi più belli legati alla Juventus. In tanti a quel ricordo assoceranno una data, un volto, una frase. Sono sicuro che un posto di rilievo in quello scrigno di momenti memorabili sia riservato al sorprendente epilogo della stagione 2001-02. Che più che un finale di campionato sembra quello di un film. Prova ne sia il fatto che a distanza di quasi un ventennio dalla rocambolesca vittoria di quel campionato la data del 5 maggio sia diventata una ricorrenza da giorno rosso sul calendario per i supporters della Vecchia Signora. Ironia della sorte, a proferire sintesi compiuta dell’evento fu l’allora calciatore bianconero Antonio Conte in una dichiarazione a metà tra l’euforia e il senso di rivalsa nei confronti di chi, un anno prima, si faceva beffe della Juventus che cadeva nel campo simil-vasca di Perugia. “C’è poco da parlare, stiamo godendo”, urlava l’ex capitano di Madama a qualcuno – leggi Marco Materazzi, l’annata precedente militante nel club umbro – mentre i compagni tentavano invano di tappargli la bocca e trascinarlo nello spogliatoio. Ironia di una sorte ancor più beffarda, lo stesso ex difensore nerazzurro ha ritrovato negli ultimi mesi nel nemico Conte, il più decisivo dei condottieri capace di riportare l’Inter alla vittoria di un titolo che mancava da 11 anni e di interrompere il ciclo di vittorie più lungo che il calcio italiano abbia mai conosciuto. E mentre i tifosi juventini avranno già eletto Karel Poborsky a santo laico al quale accendere lumini e consacrare altari votivi, il pensiero torna ai titoli di coda della stagione corrente per la quale un finale simile a quello di diciannove anni fa non potrà ripetersi.

IL 5 MAGGIO OGGI – Non potrà ripetersi certamente per quanto riguarda la lotta scudetto, che la matematica ha confermato essere un discorso nerazzurro chiuso. Ma l’affollamento di squadre – 5 per tre posti in 4 punti – richiama alla mente l’incerto e mutevole destino che ha poi deciso in maniera inaspettata l’annata che si ricorda nella data odierna. In palio nessun titolo da strappare alle avversarie all’ultimo respiro ma il medesimo mix di emozioni di chi sa che si sta giocando una fetta importante della torta dell’anno prossimo. Perché accedere o meno all’edizione della Champions League che verrà fa tutta la differenza del mondo, in termini di entrate economiche e prestigio. Atalanta, Juventus, Milan, Napoli e Lazio. Le nuove 5 sorelle minori che si stanno dando e si daranno battaglia per centrare l’obiettivo degli ultimi tre slot disponibili alle spalle della sorella maggiore Inter. La classifica è corta. Le gare dell’ultimo turno di campionato hanno già modificato alcune posizioni. In particolare il passo falso di Atalanta e Napoli ha fatto recuperare terreno a Milan e Juventus. Lo scontro diretto di domenica 9 maggio può muovere nuovamente la graduatoria a favore di una, o più di una, delle compagini in lizza. I bianconeri hanno un’opportunità ghiotta di portare a proprio favore gli scontri diretti con i rossoneri, dopo l’1-3 dell’andata. Non sorridono alla squadra di Pirlo, invece, le sfide con Napoli e Atalanta che, in caso di arrivo a pari punti con la Juventus, premierebbero gli uomini di Gattuso e Gasperini. Se la Serie A finisse oggi, in Champions andrebbero Atalanta, Juve e Milan, che in termini di guadagni incasserebbero rispettivamente 7,5 – 5 – 2,5 milioni di euro. Ma la lotta è destinata a protrarsi fino all’ultima giornata, quando, proprio come il 5 maggio 2002, inaspettati ribaltoni potranno consumarsi. Occhio alle sorprese!

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