FOCUS, Essere Chiesa

La partita di ieri ha definitivamente consegnato alla Juventus il futuro.

GHIACCIO – Immaginate di trovarvi, a 15-16 anni, circondato da persone che non credono nelle vostre capacità e che vi portano a pensare di voler smettere di giocare a pallone. Immaginatevi 8 anni dopo, con la maglia della Juventus, a segnare il gol vittoria nella partita contro i campioni in carica della Champions League. Aprite gli occhi: benvenuti nel mondo di Federico Chiesa. Una carriera che pare decollata in un attimo in realtà è un iceberg di cui si vede affiorare solo la punta, mentre rimangono sott’acqua le difficoltà degli inizi, la sua storia a Firenze conclusasi con il passaggio agli acerrimi nemici, fino alle più recenti, seppur smentite dai diretti interessati, vicissitudini con Allegri. Dopo un’estate da sogno, con la conquista dell’Europeo a soli 24 anni da assoluto protagonista, il 29 settembre 2021 può aver sugellato un momento storico: la sera in cui, inconsapevolmente, abbiamo assistito alla nascita del nuovo simbolo della Juventus. Non il fantasista dal dribbling ubriacante, il bomber da 30 gol stagionali o il regista dai piedi fatati. Il simbolo. E di motivi, per pensarlo, ce ne sono diversi.

QUALITA’ – La partita di ieri sera, nel complesso, non è stata in assoluto la migliore da quando Chiesa veste la maglia bianconera. Almeno dal punto di vista tecnico. A impressionare, ieri, è stato altro. Ad esempio la grinta e la fame quando si vede arrivare il pallone tra i piedi: in un paio di situazioni, compresa quella del gol, lo strappo con cui si libera del difensore è un manifesto di cattiveria agonistica e voglia di vincere come pochi se ne vedono al giorno d’oggi. Per un giocatore con le sue caratteristiche, poi, il fiuto del gol è superlativo. Con quello di ieri, nei due anni bianconeri, sono 16 in 49 presenze. Se, a questi, aggiungiamo i 10 assist, il conto è presto fatto: in più della metà delle partite che ha giocato, è risultato decisivo in fase realizzativa. In quella di ieri lo è stato ancor di più ma, di certo, non si può dire che sia stata la situazione a condizionarlo: il fuoco che questo ragazzo ha dentro lo si vede in ogni contesto, basti vedere il gol del 2-2 a La Spezia di qualche settimana fa. Come una batteria che non ha bisogno di ricaricarsi, l’ex viola è sempre pronto a dare il massimo ogni qual volta venga chiamato in causa. Da vero leader. Quello che, da ieri, il mondo Juve pensa e spera di aver trovato. Ieri, nel post partita, Massimiliano Allegri ha dichiarato come un vero marinaio trovi sempre il modo di superare la tempesta. Chiaro riferimento alle critiche dopo l’inizio tormentato di stagione. L’imbarcazione bianconera era sul punto di affondare, ma ha ritrovato l’equilibrio e ora punta ad arrivare al porto. Insieme al mister, nel tentativo di tirarla fuori dalle acque agitate, c’era anche il futuro capitano della nave: benvenuti nel mondo di Federico Chiesa.

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