FOCUS, Finisce l’Europeo e i bianconeri tornano brutti, sporchi e cattivi. Il tragicomico racconto dei festeggiamenti azzurri

Euro 2020 si conclude con il più dolce degli epiloghi per gli azzurri. Se si pensa, però, che tra i protagonisti del gruppo di Mancini si celano anche quattro loschi ceffi della Juventus, è bene ricordare le loro malefatte e prenderne le distanze. Bentornata Serie A! Ci sei mancata.

PULLMAN E TRATTATIVA – Dimenticate le prestazioni di Bonucci e Chiellini che tengono a bada Sterling e Kane. Dimenticate le immagini dei festeggiamento azzurri. Anzi, ricordate i festeggiamenti con il bus scoperto per le vie della Capitale perché è il tetro frutto del mercanteggiare sotto banco di quel cattivone di Leonardo Bonucci, che, come noto, riveste importanti cariche pubbliche e nella sua personale agenda quotidiana si divincola tra un decreto legge e un’ordinanza. Sempre che non sia impegnato nei cerimoniali per il ricevimento di qualche ambasciatore straniero. Mentre è altrettanto noto che ministri e sottosegretari abbiano seguito con molta attenzione i sorteggi del calendario della prossima stagione in vista dell’imminente discesa in campo. Niente scorte ed auto blu ma calzettoni e parastinchi in quel tragicomico rovesciamento di ruoli che è il racconto delle ultime 24 da parte di certa stampa italiana. E così se nell’ultimo mese l’azzurro nazionale lavava via la colpa bianconera, l’effetto benefico si è come esaurito nella notte di Wembley, quando Chiellini sollevava al cielo l’ambita coppa, prima di tornare ad essere l’antisportivo capitano della Juventus. Di fronte ad accuse tanto comiche da far pensare ad una messinscena burlesca, la reazione di chi è ben abituato è quella di un sorriso nemmeno più tanto amaro. Risulta, a mio parere, superflua la difesa di Bonucci che nell’intervista rilasciata a Il Foglio di oggi (La trovi QUI) ha voluto spiegare come tra le mansioni del calciatore non rientri quella dell’autorizzazione ad eventi come la festa in pullman scoperto. E mi sento, inoltre, di accogliere l’ironia -vedi sorriso amaro di cui sopra- con la quale il difensore bianconero esprime incredulità nei confronti di tutto il solito patatrac mediatico che non lo scalfisce. Con un sorriso Bonucci ha aggiunto: “Ho sbagliato lavoro: dovevo candidarmi, altro che giocare a calcio. Sarei un ottimo ministro della Difesa“. Magari facci un pensierino tra qualche anno, quando appenderai gli scarpini al chiodo.

NON SI FA! – La lotteria dei calci di rigore prosegue senza sosta nella notte di Wembley. I colpi di scena si sono susseguiti con un ritmo da tale da mettere a dura prova le coronarie. Quando Jorginho si fa ipnotizzare da Pickford, si temeva il peggio. Ci pensa, poi, Donnarumma a farci esultare – noi prima di lui che aveva fatto male i conti – e ad abbracciarci nel giorno del trentanovesimo anniversario della vittoria ai Mondiali di Spagna ’82. L’Italia è Campione d’Europa ma perché soffermarsi su questo quando si può pontificare sulla deprecabile reazione nella quale è inciampato, indovinate un po’, un calciatore bianconero. In preda all’euforia Federico Chiesa ha avuto l’ardire di prendere il cellulare ed avviare una videochiamata con sua madre. Vi prego, cari lettori, di perdonarmi se nel menzionare tale gesto io vi abbia rovinato la giornata ma il dovere di cronaca mi ha imposto di parlarne. Oggi non tacerò. Anzi, griderò con la voce rotta dallo sdegno tutto il mio disappunto per stigmatizzare un gesto che non merita altri commenti ma soltanto una netta ed inflessibile presa di posizione. Dove andremo a finire se un ragazzo di 24 anni condivide la sua gioia con la famiglia? E’ proprio il caso di dirlo citando il titolo di un articolo di ieri: “Che disastro per Federico Chiesa“. E siamo in attesa dei solenni rimproveri all’altro Federico, Bernardeschi, reo di aver trasgredito i doveri coniugali intonando cori azzurri anziché dedicarsi pienamente alle sue nozze in quel di Carrara. Non credo tarderanno ad arrivare. L’occasione di affilare la mannaia antijuventina è ghiotta, la pubblicità che ne consegue ancor di più. Mentirei se dicessi che sono stupito. Tutto è nuovamente al proprio posto. Sono segnali importanti. La Juventus è tornata brutta nei suoi interpreti. Ora con Allegri vuole tornare vincente.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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