FOCUS, Gamper amaro per i bianconeri. Cosa emerge dalla sconfitta di Barcellona

La Juventus cade all’Estadi Johan Cruijff e subisce un pesante 3-0 dal Barcellona. Il risultato maschera però quanto di buono fatto vedere dagli uomini di Allegri. Riflettiamo su qualche aspetto utile a comprendere come si muoverà la nuova Juventus sul campo.

RIPARTENZA – Se il buongiorno si vede dal mattino, una traccia di base di come giocherà la Juventus dell’Allegri-bis si è già delineata in maniera abbastanza nitida. Al netto di una condizione atletica ben lungi dall’essere ottimale, la squadra ha mostrato un’identità riconoscibile e i dettami tattici che un occhio attento non può non ricondurre all’allenatore livornese. La Juventus tirerà fuori i denti, serrerà i ranghi e non presterà troppa attenzione al possesso palla. Una Juventus attendista che non rinuncerà ad attaccare e che affiderà molto delle sue fortune a rapide ripartenze con gli interpreti offensivi pronti a scattare e a dare profondità. Ciò che è riuscito solo in parte nella serata del Trofeo Gamper. Il Barcellona, più in palla e in una forma migliore dei bianconeri, ha guidato il gioco, come era lecito attendersi. Ma ha dovuto rispolverare un Neto quasi perfetto per chiudere sulle fulminee occasioni di Ronaldo e compagni. L’addio di Messi pare non aver sortito troppe ripercussioni negative su umore e concentrazione. La squadra di Koeman prende in mano la gara e gestisce il ritmo. Tutto si mette in discesa poi, quando uno svarione della retroguardia bianconera lascia una prateria a un Depay lucido e letale. Allegri non avrà gradito la disattenzione iniziale, figlia forse di un atteggiamento troppo timoroso. O di movimenti non ancora perfettamente rodati. Rugani ha una buona percentuale di colpe sullo svantaggio ma anche il centrocampo è apparso molle nell’opposizione alla verticalizzazione di Demir. Sono tutti aspetti ai quali le squadre di Allegri dedicano di solito una cura maniacale. Qualcosa stavolta non ha funzionato. Sembra, invece, motivato Cristiano Ronaldo, autore di un ottimo finale di primo tempo e di una gara tutto sommato positiva. La solita fame agonistica lo spinge a dare il massimo. Ci prova in un paio di occasioni e la notizia è che riesce a direzionare un calcio di punizione dalla distanza nello specchio della porta, come non succedeva da tempo nella sua parentesi bianconera. Neto gli nega la gioia del gol, ma il portoghese c’è. Le voci di mercato non lo tangono.

REGIA E DIFESA – Ci si aspettava forse una fase di non possesso più convincente. Se Bentancur appare in buone condizioni, non si può dire altrettanto di Mckennie. L’americano subentra all’uruguaiano ma non riesce a donare alla partita la solita elettricità. Meno brillante del calciatore che abbiamo apprezzato la scorsa stagione, McKennie risente dei postumi di un infortunio fastidioso. Il ragazzo si rifarà: l’impressione è che occupi un posto di rilievo nelle gerarchie del mister. il tasto dolente è sempre la casella del play basso. Allegri ha già scartato sul nascere l’ipotesi Bentancur. Il mercato no gli ha ancora regalato grosse alternative in tal senso. E allora l’allenatore ha deciso in queste settimane di costruirsi un regista. E l’ha trovato in Aaron Ramsey. Il gallese ha costruito una carriera in una posizione più avanzata. All’Arsenal ha sempre agito da mezz’ala in supporto alle punte. Ma secondo il tecnico toscano il nuovo ruolo può essere un vestito su misura per Ramsey. La prestazione offerta con il Barcellona non è di quelle che lasciano il segno: il pallino del gioco ieri è stato appannaggio pressoché totale degli avversari. Un test forse proibitivo per un calciatore che ha cominciato da pochi giorni a memorizzare i movimenti della nuova zona di campo. Segnali incoraggianti da Ramsey non sono arrivati. Se dal mercato tutto tace, il gallese avrà il delicato compito che fu di Pirlo e di Pjanic. Proprio il bosniaco può essere la pedina che manca allo scacchiere allegriano. Il Trofeo Gamper è stato l’evento propizio per una ripresa dei contatti. Se Pjanic ridurrà il proprio ingaggio da 8 a 4 milioni, la Juventus aprirà al prestito. E la questione regista, finalmente risolta.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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