FOCUS, Gli azzurri che sfiorarono il cielo

Nel tardo pomeriggio di oggi la Juventus sfida all’Allianz Stadium il Malmö di Jon Dahl Tomasson. Almeno sulla carta, si preannuncia una sfida semplice per i bianconeri, avendo di fronte una squadra che, pur essendo campione di Svezia in carica, quando esce fuori dai propri confini va facilmente in difficoltà. Tuttavia, c’è stato un momento nella storia in cui il piccolo e innocuo club svedese ha sfiorato con un dito il tetto d’Europa e del Mondo.

1979 – Per la prima volta nella storia le immagini inviate da Voyager I mostrano che Giove è circondato da un anello. In Giappone viene immesso nel mercato globale dalla Sony il primo lettore stereo portatile, il Walkman. In Italia vengono rapiti Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi e nel mondo del calcio il Malmö sfiora due volte l’impresa. Questi sono alcuni degli eventi che, in un modo o nell’altro, hanno scritto la storia italiana, europea e mondiale dell’anno 1979. Oggi, a distanza di 42 anni, molte cose sono cambiate. Anche il calcio è mutato. Squadre come il Malmö – ‘Di blåe’ (Gli azzurri) o Himmelsblått (I blu cielo) in lingua svedese – non riusciranno più a raggiungere una finale di Coppa dei Campioni (attuale UEFA Champions League). Proprio così, il piccolo club svedese raggiunge nella stagione 1978-79 l’ultimo atto della competizione calcistica per club più importante a livello europeo. Un torneo al quale prendono parte Real Madrid, Juventus, Liverpool, Porto, Partizan Belgrado, PSV e altri importanti club di quegli anni. La formula della vecchia Coppa dei Campioni prevede esclusivamente doppi turni ad eliminazione diretta e la partecipazione delle società vincitrici delle varie massime divisioni nazionali. Il Malmö nella stagione 1977-78 vince la sua dodicesima Allsvenskan – campionato svedese di calcio – e si qualifica di diritto alla Coppa dei Campioni 1978-1979.

FINALI – Gli azzurri scandinavi, dopo aver battuto il Monaco ai sedicesimi di finale, la sovietica Dinamo Kyev agli ottavi, Wisla Cracovia e Austria Vienna rispettivamente ai quarti e in semifinale, giunge alla finalissima contro il formidabile Nottingham Forest del leggendario allenatore Brian Clough. Il match termina 1 a 0 per gli inglesi e per il Malmö si conclude una splendida favola, a pochi centrimetri dalla gloria. La storia però sa essere perfida e benevola allo stesso tempo. Infatti, nel novembre dello stesso 1979 i ‘Tricky Trees’, campioni d’Europa in carica, rinunciano alla Coppa Intercontinentale, declinando l’invito della Federazione organizzatrice, che al loro posto chiama la seconda classificata, il Malmö. Una soluzione che non viene presa di buon grado dal pubblico e dagli amanti del calcio, provocando una perdita di interesse nei confronti dell’evento. Tuttavia, la gara si gioca e la piccola realtà svedese affronta in un doppio confrontro l’Olimpia Asunciòn, squadra paraguayana vincitrice della Copa Libertadores (la massima competizione calcistica sudamericana per squadre di club). Purtroppo, anche questo nuovo e imprevisto ultimo atto risulta nefasto per gli Himmelsblått, che escono sconfitti, nel totale tra andata e ritorno, per 3 a 1. Oggi il club allenato da Jon Dahl Tomasson è una piccola realtà in confronto ai giganti milionari che stanno conquistando il mondo del calcio, ma la sua storia ci insegna una cosa importante: anche il più piccolo può arrivare a sfiorare il cielo.

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