FOCUS, Il bilancio 2021 della Juventus e il nuovo (necessario) aumento di capitale. Perché i conti sono così in rosso

La relazione al progetto di bilancio per la stagione 2020/21 che è stata presentata e pubblicata dalla Juventus F.C. S.p.a. denota una situazione tutt’altro che rosea. Negativo il risultato di esercizio relativo al periodo in questione con un passivo di circa 210 milioni per il quale interverrà l’annunciato aumento di capitale, che pure dovrà trovare approvazione il prossimo 29 ottobre presso l’Assemblea degli Azionisti.

TORINO – Necessità di un nuovo aumento di capitale e appianamento del forte debito sono gli obiettivi che la società cercherà di raggiungere al più presto per rattoppare un presente finanziario martoriato dal protrarsi dell’emergenza pandemica. La ricapitalizzazione, la seconda dopo quella del 2020, verrà sostenuta per il 63-64% circa da Exor, azionista di maggioranza nonché proprietaria del Club. La parte restante è demandata agli altri azionisti i quali, se non dovessero sottoscrivere l’aumento di capitale, farebbero registrare l’ingresso del consorzio bancario che ha comunque garantito per l’operazione. Ma probabilmente tutto ciò non basta. E per comprenderne le ragioni, occorre risalire all’origine di tale necessità. Legare il debito all’appendice, pur decisiva e opprimente, della situazione sanitaria non permette di inquadrare il problema in profondità, restando fermi all’evidenza superficiale. La pandemia, come Andrea Agnelli spiega nella lettera che apre la relazione, ha avuto un impatto devastante sulla gran parte delle voci relative ai ricavi, che sono venuti meno nella loro totalità. Ricavi da stadio, ricavi da merchandising e tutto ciò che concerne i guadagni legati alla partita sono stati azzerati. Tutto ciò ha causato un aggravio del passivo, già comunque in negativo nei precedenti esercizi di bilancio. Rispetto al 2020, che pure recava in seno le problematiche consequenziali allo scoppiare della pandemia, è profonda la differenza con il bilancio relativo al 2021. Se si riflette un attimo di più, apparirà insufficiente la giustificazione del numero uno bianconero a spiegare in termini di solo calo dei ricavi il rosso sostanzioso che grava sui conti di Madama. C’è dell’altro che andremo ad analizzare nel blocco successivo.

IL PUNTO – La gestione dei calciatori, e le rispettive voci nella relazione, fa storcere il naso e al tempo di stesso consente di ampliare l’analisi verso un problema di vecchia data che ha avuto un peso non trascurabile nelle criticità dei conti della Juventus. Un dato deve, a parer mio, essere considerato su tutti. Nel calo dei ricavi, la peggiore variazione rispetto al bilancio precedente concerne la gestione dei diritti dei calciatori. Gli incassi dal mercato, per intendersi. Quelli che originano dalla cessione del cartellino di un calciatore. La corrispondente voce dell’esercizio precedente era di un 30%. Soltanto il 9% per il bilancio 2021 che verrà approvato prossimamente. Una forbice netta, significativa di una difficoltà nei movimenti di mercato in uscita. Collegata a quanto appena detto, la voce relativa agli oneri economici nei confronti di altre società. Se la Juventus può vantare crediti di circa 98 milioni di euro dagli altri Club, è altrettanto vero che i debiti nei confronti di altre società ammontano a circa 265 milioni, più del doppio dei crediti. Il personale tesserato al 30 giugno 2021, comprensivo di Cristiano Ronaldo, richiedeva un costo di 300 milioni di euro ai quali andava aggiunta una cifra di circa 197 milioni relativa ai costi degli ammortamenti. Nell’ultima cifra non è conteggiato il costo degli ammortamenti che graveranno sul bilancio successivo: 52 milioni è il costo residuo di de Ligt, 25 milioni per Kulusevski, 61 per Arthùr, ecc. Tradotto in parole semplici, i tesserati bianconeri costano alla Juventus circa 500 milioni, a fronte di ricavi che non coprono o sfiorano appena la copertura di tale spesa. Preoccupante la voce degli oneri agli agenti dei calciatori. La Juventus deve ancora elargire 27 milioni di euro ai procuratori per operazioni passate (ad esempio 7,5 milioni a Raiola per de Ligt e 1,8 al procuratore di Ramsey). La macchia originale sta nella formula, ampiamente adottata da Agnelli e dirigenza per l’acquisto o il rinnovo di un tesserato. Se un calciatore rimane in bianconero di stagione in stagione, la società versa al procuratore una somma, un premio agli agenti per “lasciare” il loro assistito a Torino. Anche in questo caso facciamo qualche nome. La permanenza di Bentancur in bianconero ha fatto registrare un esborso al procuratore di circa 900000 euro. L’agente di Bernardeschi ha percepito 600000 euro per non aver mosso il calciatore verso altri lidi. 4,6 milioni di euro sono stati o saranno corrisposti all’agente di Szczesny per garantire la permanenza del polacco fino a scadenza. Seguiranno punti al catalogo fedeltà Juventus con i quali sarà possibile richiedere una bicicletta con cambio Shimano o un servizio di piatti in porcellana. La Juventus, in altre parole, si pone in sede di contrattazione in posizione subalterna. Ringrazia i procuratori per non portar via i giocatori e li premia con laute ricompense per il “non fare”. Non meno confortante la casella dei bonus da corrispondere ad alcuni tesserati: rientrano in questa sezione quasi 17 milioni: tra gli oneri quelli a Szczesny, Ramsey, Alex Sandro e Maurizio Sarri. A ben vedere, la gestione poco oculata, della quale abbiamo tracciato un sintetico profilo, ha avuto il peso maggiore sulla bilancia del bilancio. Non c’è virus che tenga. Il vaccino della ricapitalizzazione può sortire un effetto solo temporaneo.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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