FOCUS, Il ‘diez’ perduto al bivio della carriera: quale futuro per Dybala?

Un destino tutto da scrivere per il numero 10 della Juventus che non vestirà più la maglia bianconera dal 30 giugno

ADDIO – Da Sivori a Platini, da Baggio a Del Piero, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il 30 giugno 2022 la maglia numero 10 non avrà più il suo padrone incontrastato da ormai 5 anni, ovvero la ‘Joya’ Paulo Dybala. Ogni addio di un ‘diez’ ha portato i suoi strascichi, soprattutto sentimentali per i tifosi della Juve: la dura legge del tempo che passa per tutti e che nessuno può mai fermare, nemmeno se con le tue giocate hai incantato palcoscenici su palcoscenici. Le parole di Arrivabene qualche mese fa hanno certificato il divorzio tra la vecchia signora ed il suo gioiello, scavando ancor più a fondo il solco tra le due fazioni del tifo juventino: chi ama alla follia il ragazzo di Laguna Larga e chi preferisce un suo addio per ricreare un ciclo vincente attorno a qualcun altro. Un divorzio amaro che ha profondamente deluso l’argentino, forse convinto di un’apertura della società verso le sue richieste contrattuali visti i suoi valori tecnici indiscutibili. La domanda topica che ne scaturisce da tutto questo è la seguente: dove giocherà nella prossima stagione? Una domanda da un milione di dollari, quasi terrificante per i tifosi bianconeri, i quali si augurano di non vederlo in Italia con una maglia diversa da quella dei vari Sivori, Platini, Baggio, Del Piero. Perché si, anche Paulo Dybala ha fatto la storia di questa società ed è in grado di essere accostato a questi nomi, con buona pace del fronte ‘anti-Dybala’. Proviamo a creare un mosaico raffigurante le sue possibili destinazioni.

ITALIA – L’incubo dei supporters della Juventus è più concreto di quanto qualcuno possa pensare. Le pretendenti italiane non mancano e soprattutto distano soltanto 141 km da Torino. Il derby di Milano per la corsa allo scudetto potrebbe protrarsi anche in estate a suon di milioni per convincere la ‘Joya’ a continuare a vestire il nero sulla propria maglia, ma anche a trasformare il bianco in azzurro, oppure rosso. Dalle parti di Appiano Gentile, Simone Inzaghi accoglierebbe l’argentino a braccia aperte, considerando le sue caratteristiche ed il suo valore: abile a giocare accanto ad una torre come Dzeko, a dialogare nello stretto e a fare da collante tra centrocampo e attacco. Se poi ci aggiungiamo la stima reciproca tra la stella bianconera ed il direttore generale nerazzurro Beppe Marotta, ecco che le possibilità di un esito positivo dell’affare crescono a dismisura. Pioli e soci gradirebbero non poco la soluzione Dybala, a prescindere dal suo indiscutibile valore: Brahim Diaz nei panni del trequartista non ha convinto in questa stagione, mentre Kessié saluterà Milano direzione Barcellona. Chiaro che un giocatore come lui servirebbe come il pane per innescare bomber Giroud (ed Origi che arriverà in estate) e per portare in rossonero una mentalità vincente, a prescindere dall’esito di questo campionato.

ESTERO – Ciò che potrebbe in parte rincuorare il mondo Juventus sono le soluzioni estere, più ricche a livello economico, ma meno appetibili per un giocatore che, secondo le indiscrezioni, preferirebbe restare nel Belpaese. Lo scorso 22 marzo, il presidente dell’Atletico Madrid Enrique Cerezo parlava così di Paulo Dybala: “è un grande giocatore, ma è della Juventus. Potrebbe interessarci o meno, vedremo. Ma da qui ad Agosto è lunghissima“. Ora, la ‘Joya’ non è più della Juve, o meglio, vi è la certezza del divorzio con la signora. L’apprezzamento c’é, i mezzi economici pure (lo stipendio di Simeone è di 40 milioni annui, il più alto al mondo per un allenatore): se due indizi non fanno una prova, poco ci manca. Tuttavia, nelle ultime ore, il richiamo dell’Inghilterra inizia a farsi sentire, soprattutto dalle parti della capitale britannica. Arsenal e Tottenham apprezzano il giocatore e sono in grado di soddisfare le richieste economiche dell’argentino, anche se ciò che filtra dagli ambienti di mercato parla di ben 3 rifiuti di Dybala tra Premier League e Liga. Chissà se le ipotesi illustrate in questa sezione siano state già cancellate da un secco ‘no’. A quel punto, rimarrebbe solo Milano.

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