FOCUS, Il sorgere del Soulè

Il 2022 potrebbe essere l’anno della consacrazione del talento bianconero

EXPLOIT – Certo il 2022, per Matias Soulè, sarebbe potuto iniziare meglio: di ritorno dalle vacanze, il talento argentino è risultato positivo al Covid-19 e si è dovuto fermare ancor prima di riprendere ad allenarsi. E’ certo, tuttavia, che sia solo un piccolo intoppo: l’anno appena iniziato potrebbe davvero rappresentare, per il classe 2003 di Mar del Plata, quello della definitiva esplosione. Fin qui, dei suoi numeri ha beneficiato Lamberto Zauli, allenatore dell’Under 23, mentre sono pochi i minuti giocati con la Prima squadra ( 5 in totale tra le sfide con Salernitana e Venezia). Nelle ultime settimane, però, Massimiliano Allegri ha iniziato a studiarlo, facendolo allenare stabilmente con i grandi e convocandolo solo per le sfide di campionato, non essendo iscritto alla lista UEFA e quindi non arruolabile per la Champions League. Il pensiero dell’allenatore toscano sulla gestione dei giovani è noto a tutti, ma il lavoro che sta facendo con l’ex giocatore del Velez pare essere diverso: Max si è reso conto di essersi trovato davanti a un possibile crack del futuro bianconero.

CORAGGIO – Per farlo fruttare, tuttavia, ci vogliono le giuste dosi di diversi ingredienti. In primis, il coraggio di lanciarlo: su questo punto, Allegri ci sta lavorando, e la partita di Venezia ne è stata la prova. Con Dybala fuori, il tecnico ha messo in campo per gli ultimi 4′ il giovane argentino, facendogli anche tirare l’ultima punizione della sfida che, sfortunatamente per lui e per la Juventus, si è schiantata contro la barriera dei lagunari. Immaginate, però, se da quel calcio piazzato fosse scaturita la rete della vittoria: a quest’ora si starebbe già parlando in altri termini non solo di Soulè, ma di Allegri stesso. A livello di ruolo, sarebbe la riserva ideale di Paulo Dybala, in questo momento: non solo per caratteristiche tecniche e tattiche, ma anche per il grado di imprevedibilità che può scaturire dalle sue giocate. I tanti impegni ravvicinati, uniti alla fragilità della Joya, possono giocare a favore del giovane talento in rampa di lancio.

PRESTITO – Fin qui, non ci sono state voci riguardo un suo possibile addio in prestito per accumulare esperienza. Potrebbe essere un segnale, dettato dalla volontà di testarne le qualità direttamente alla Continassa, magari regalandogli ulteriore minutaggio con il proseguire della stagione. Attenzione anche alla possibilità europea: la lista UEFA sarà aggiornata, e non è assurdo pensare che tra i tre cambi possibili ci possa essere anche l’argentino. Intanto, Matias è pronto a splendere: nell’anno della tigre, il suo ruggito potrebbe davvero far rumore.

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