FOCUS, Il top silenzioso. Szczesny è una certezza

Nel suo passato Arsenal e Roma, nel presente la Juventus. Wojcech Szczesny certifica di essere tra i migliori portieri al mondo con un rendimento e una continuità straordinari. Con lui i pali della porta bianconera sono in ottime mani. La recente storia lo dimostra.

SOTTOVALUTATO- Arrivato a Torino nel 2017 nella quasi più totale indifferenza, il portiere polacco ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto, non temendo il peso dell’eterno Buffon. Giunto alla terza stagione in maglia bianconera, l’ex Arsenal ha dimostrato di possedere tutte le carte in regola per dare alla retroguardia della Juventus la sicurezza di chi si fa trovare sempre pronto. Perché un requisito importante di chi ricopre un ruolo così delicato come l’estremo difensore di una squadra di vertice è proprio questo. E il polacco sa di avere sempre i fari puntati addosso e di essere esposto alle critiche più feroci. Con calma olimpica e un carattere poco appariscente Szczesny respinge i dubbi al mittente e fa sentire il proprio peso in termini di gol evitati. Numerose vittorie dei compagni passano dai suoi guantoni, il suo apporto si rivela decisivo nel coprire gli svarioni in difesa di una Juventus tutt’altro che impeccabile.

CRONISTORIA- I quattro interventi decisivi di mercoledì scorso concedono al portiere l’occasione di mettersi in mostra con l’istinto e la lucidità dei più grandi. Ma non erano necessari i ragazzi terribili di Gasperini per confermare che i bianconeri hanno un leader tra i pali. Si parla sempre troppo poco di Szczesny, forse per un nome difficile da scrivere e da pronunciare, eppure in campo l’ex Arsenal risponde presente agli appelli stagionali. Come quando alla prima di campionato negò alla Sampdoria la gioia della rete nell’unica occasione creata con il colpo di testa di Ekdal. O negli interventi sicuri contro la Roma. Ne sa qualcosa Mkhitharyan che si è visto stoppato il proprio tiro a tu per tu con il polacco. Che aveva anche intercettato il calcio di rigore di Veretout, sul quale è stato poi ingannato dal palo. In Champions League la musica non cambia e Szczesny è attento a mettere una pezza su alcune disattenzioni della retroguardia bianconera nel match di ritorno con la Dynamo Kiev. Più di recente, come non attriburgli i giusti meriti nel derby? Se la Juventus non ha subito il raddoppio granata lo si deve al suo prodigioso intervento su Zaza. E chissà se avremmo assistito alla rimonta bianconera. Infine a Genova è da segnalare la parata decisiva su Rotella.

In una Juve in evoluzione, con qualche difficoltà a trovare gli interpreti più adatti negli altri reparti alla manovra di Pirlo, la porta fornisce le risposte più convincenti. Un reparto di primissimo livello, che possono permettersi in pochi al mondo.

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