FOCUS, In mancanza di Fede

La perdita di Chiesa solleva questioni sul futuro a breve termine della Juventus

CRACK – Una delle stagioni più travagliate della storia recente della Juventus è stata ulteriormente logorata dall’infortunio di Federico Chiesa, costretto a uscire nel primo tempo della sfida contro la Roma dopo un durissimo contrasto con Chris Smalling. La diagnosi è una batosta: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Una formula che si traduce in operazione chirurgica e almeno 6 mesi di stop, ergo stagione finita. Superato il momento dei messaggi di sostegno al ragazzo, per i bianconeri è tempo di pensare al futuro a breve termine, in particolar modo dal punto di vista tecnico e tattico: come si rimpiazza uno, se non il più decisivo degli elementi della rosa?

MERCATO – La congiuntura astrale fa sì che l’infortunio dell’esterno della Nazionale sia avvenuto nel bel mezzo del mercato invernale, una sessione nella quale la Juventus non aveva messo in programma colpi particolarmente importanti. I motivi, ormai, sono risaputi: in primis il bilancio da tenere d’occhio, ma anche la volontà di programmare le mosse estive in anticipo, per non farsi sfuggire i maggiori obiettivi. L’infortunio di Chiesa, per forza di cose, ha portato a una riflessione: se numericamente, nel ruolo, i bianconeri potrebbe supplire alla perdita del numero 22 con elementi già presenti in rosa, il peso specifico dell’ex Fiorentina giustificherebbe l’aggiunta di un elemento in rosa di spessore. Il leitmotiv è chiaro a tutti: niente investimenti importanti o colpi di teatro, per riprendere le parole dell’AD Maurizio Arrivabene, ma una soluzione temporanea per rendere maggiormente competitiva la rosa in questi ultimi quattro mesi della stagione. Da lunedì, i nomi si sono rincorsi: da Sardar Azmoun, iraniano classe ’95 di proprietà dello Zenit, fino a Memphis Depay, nome già circolato nell’ambito del poi sfumato trasferimento di Alvaro Morata al Barcellona. Profili importanti, su cui le riflessioni si stanno susseguendo. Il mercato, tuttavia, non è l’unica via percorribile.

HOMEMADE – Tra i giocatori già presenti nella rosa bianconera, ce n’è uno che più degli altri potrebbe prendere il posto di Chiesa: stiamo ovviamente parlando di Dejan Kulusevski, diventato ormai un oggetto misterioso nella galassia bianconera. Arrivato a gennaio 2020 per una cifra intorno ai 40 milioni di euro, l’ex Atalanta e Parma non ha mai convinto ed è stato più volte indicato come uno dei possibili sacrificabili del mercato della Juventus. Allo stato attuale delle cose, il suo status è cambiato inesorabilmente: lo svedese è praticamente incedibile e ha l’opportunità di dimostrare, in questi mesi, di non essere una di quelle meteore che sfiora soltanto il pianeta a tinte bianconere, bensì una supernova, la cui esplosione luminosa potrebbe rinvigorire l’attacco della formazione di Allegri. In attesa di riportare la chiesa al centro del villaggio, serve intanto tenere in piedi l’impalcatura: ecco perchè l’intenzione dell’allenatore livornese sembra quella di non snaturare la formazione, rimanendo fedele al 4-2-3-1 che, tra i tanti esperimenti, ha prodotto i risultati migliori. Dal processo di maturazione di Kulu potrebbero passare le fortune della Juventus: il 44 ha le qualità fisiche e tecniche per essere decisivo, ma non ha ancora dimostrato quell’attitudine mentale necessaria per il salto di qualità. Quello che, ora, ci si aspetta da lui è proprio questo: dimostrare di essere un giocatore su cui poter fare affidamento. La Supercoppa contro l’Inter sarà il primo grande banco di prova: per rimettere Chiesa al centro del villaggio, quest’ultimo va tenuto in piedi.

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