FOCUS, L’avversario della settimana: il Torino di Ivan Juric

Andiamo a vedere le peculiarità tattiche del prossimo avversario della Juventus

DERBY DELLA MOLE – Il derby della ‘Mole’ numero 203 è alle porte per Torino e Juventus. All’Olimpico Grande Torino andrà in scena la stracittadina che vedrà di fronte gli uomini di Massimiliano Allegri da una parte e quelli di Ivan Juric dall’altra. Per la Juve gara importante per continuare la scalata verso le posizioni di vertice dopo un inizio per nulla memorabile, per i granata vincere sarebbe un importante riscatto dopo i pareggi con Lazio e Venezia degli ultimi minuti. Andiamo a scoprire le insidie che la squadra di Juric potrebbe portare all’organico bianconero.

DISCEPOLO DEL GASP – Il credo tattico del tecnico croato è il 3-4-2-1, modulo che ha fatto le fortune dell’Hellas Verona nelle due stagioni in gialloblu. Nella sua carriera da giocatore, Juric ha vissuto anni importanti a Genova sponda ‘Grifone’, anni in cui era lui il playmaker del centrocampo rossoblu, abile a fornire qualità e quantità al servizio della squadra. In panchina a dirigere le operazioni vi era quel Gian Piero Gasperini che diventerà il padre calcistico dell’ex Hajduk Spalato. Proprio in quegli anni, Ivan capisce che il suo futuro da allenatore avrà il marchio della difesa a 3. Proprio come l’Atalanta di Gasperini, il Torino predilige il gioco palla a terra, con gli esterni a tutta fascia che dovranno essere in costante supporto all’azione offensiva. Singo a destra ha gamba, ha la falcata nel suo bagaglio tecnico e può provare spesso la sortita offensiva palla al piede, mentre Ansaldi a sinistra è più tecnico e abile nel cross, ma non ha la freschezza atletica dell’ivoriano. Dunque, i granata possono mettere in campo differenti tipi di attacco, a seconda del lato di gioco su cui si sviluppa l’azione. Al Toro piace comandare l’azione, in controtendenza con la passata stagione con Davide Nicola in panchina. I centrali di difesa giocano tutti e 3 sulla linea di centrocampo in modo da accorciare quanto più possibile i reparti e creare superiorità in fase di possesso. Molto importante l’azione dei due centrocampisti centrali, i quali hanno il compito di fare da collante tra la difesa e i 2 trequartisti dietro l’unica punta. Spesso e volentieri, il mediano si scambia la posizione con il trequartista, vista la buona propensione offensiva di Lukic e la capacità di possesso di un giocatore come Brekalo. L’assenza di capitan Belotti pesa non poco nell’economia del gioco granata. 1 gol nella prima di campionato con l’Atalanta, poi lo stop forzato che lo costringe tutt’ora a restare ai box.

NON POSSESSO – Le squadre di Ivan Juric sono note per la loro aggressività nel pressing in fase di non possesso. Il modulo in non possesso diventa un 4-3-2-1, con uno dei 3 centrali che si alza a ridosso dei centrocampisti, facendo ripiegare rapidamente i due cursori di fascia verso la linea difensiva. Come detto in precedenza, la distanza tra i reparti è sempre molto corta, in modo da raddoppiare con più rapidità il portatore di palla, costringendolo all’errore, oppure allo scarico all’indietro. Saltata la prima linea di pressione, la squadra granata ripiega interamente oltre la metà campo, ma lasciando comunque un baricentro alto per permettere di scatenare il contropiede una volta recuperata palla. Ciò che preoccupa per i granata è la tenuta fisica: tenere i ritmi di Juric per 90 minuti è molto dispendioso e la lucidità può venir meno.

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