FOCUS, L’avversario della settimana: l’Udinese di Luca Gotti

Andiamo a vedere nel dettaglio le peculiarità dell’11 friulano

I PRECEDENTI – La Juventus di Andrea Pirlo è attesa dal difficile impegno della Dacia Arena contro l’Udinese di Luca Gotti. Un organico sempre molto difficile da affrontare e da perforare. I precedenti a Udine sorridono alla ‘vecchia signora’, in virtù di 27 vittorie, 6 sconfitte e 13 pareggi disputati in terra friulana. Una sfida che porta molto bene a Paulo Dybala, autore di 7 gol in carriera all’Udinese, una delle sue vittime predilette. Andiamo ad analizzare le caratteristiche della squadra di Luca Gotti, una compagine da non prendere alla leggera.

MANTRA SOLIDITÀ – Il 3-5-1-1 disegnato dal tecnico veneto è un concentrato di solidità, attenzione e fisicità. Basterebbe prendere in esame i 3 difensori centrali friulani per capire il concetto: Samir (1.90m), Rodrigo Becao (1.91m) e Nuytinck (1.91m) sono abilissimi nel gioco aereo e sono sempre molto stretti verso il centro, creando tanta densità e fornendo tanti centimetri alla propria area di rigore. Nel centrocampo a 5, una delle due mezze ali (solitamente Walace) viene in soccorso dei 3 centrali, abbassandosi e creando una linea difensiva a 4. Nell’economia del gioco dell’Udinese diventano importanti a livello offensivo le folate di Stryger Larsen e di Molina, ovvero i quinti. Il primo è abbastanza navigato nel nostro campionato, essendo titolare inamovibile della fascia destra dal suo arrivo nel 2017, mentre Molina è un prospetto molto interessante e i numeri lo dimostrano: al suo primo anno in Serie A 24 presenze, un gol e 5 assist. Il fulcro del gioco si chiama Rodrigo De Paul, vero e proprio uomo squadra dell’Udinese. Tutte le azioni offensive partono dai suoi piedi, infatti l’argentino viene molto spesso una ventina di metri indietro per prendersi il pallone e smistare palloni la maggior parte delle volte deliziosi per i compagni. Quando De Paul avanza, andando a formare una linea di due trequartisti assieme a Roberto Pereyra a ridosso della punta, Arslan e Walace sono i due mediani a protezione della manovra, garantendo la corsa del brasiliano e l’intelligenza tattica del turco naturalizzato tedesco. La trappola del fuorigioco non è una peculiarità della squadra, che in azioni di contropiede avversario ed in transizione negativa tende a schiacciarsi all’indietro, con i centrocampisti che vanno a rincorrere ed i 3 centrali che scappano verso l’area di rigore. Dunque i bianconeri preferiscono far tirare da fuori i propri avversari o invogliare gli avversari a crossare in area, per poter sfruttare i centimetri delle sue colonne difensive.

DATI – Uno dei difetti più grandi di questo organico è la scarsa attitudine offensiva, infatti se si va a vedere il dato sui gol realizzati dalle punte si riesce a capire il motivo: Okaka (3 gol), Llorente (1 gol), Braaf (1 gol), Forestieri (1 gol), Nestorovski (2 gol), Pussetto (3 gol) e Deulofeu (1 gol) non hanno fornito un grande contributo a livello realizzativo. 38 gol in 33 partite non sono di certo un dato che infiamma la piazza, a differenza di Rodrigo De Paul che con i suoi 8 centri stagionali e 8 assist riesce, nonostante la posizione di mezz’ala, a soccombere a questa grave mancanza. Un dato realizzativo confortante è quello relativo al numero di giocatori andati a segno: 17. La squadra di Gotti è la sesta in campionato per clean sheet: Juan Musso ha chiuso per 8 volte in stagione la porta friulana, a fronte di 31 presenze su 33. I dati sono stati raccolti da ‘Transfermarkt’.

About Davide Greco

Leggi anche

TARDELLI: “Tutti hanno un po’ di colpa. Il problema principale della Juve è il centrocampo”

Le parole dell’ex calciatore sulla situazione in casa Juventus LE SUE PAROLE – Marco Tardelli …