FOCUS, L’immenso Giorgio Chiellini. Quale futuro per lui?

Un matrimonio, quello con la Juventus, iniziato ben 17 anni fa e che adesso, a fine stagione, potrebbe giungere ai titoli di coda. Due le ipotesi al vaglio per il difensore toscano

BANDIERA. Si legge Giorgio Chiellini, ma da anni si scrive Juventus: due entità che ormai sembrano diventate un tutt’uno. Una storia d’amore iniziata 17 anni fa e proseguita a suon di successi: ben 9 gli Scudetti conquistati con la Vecchia Signora, al pari di Bonucci e secondo soltanto a Gigi Buffon che invece ne ha conquistati 10 (il giocatore di Serie A che ne ha vinti di più in assoluto). Aveva solo 21 anni quando arrivò alla corte dei bianconeri e, da allora, è rimasto l’unico sempre presente in modo continuativo, diventando capitano, simbolo, leader, bandiera. Tutto, insomma. Durante il ciclo vincente della Juventus dell’ultimo decennio si è parlato sempre di una differenza tracciata dai singoli calciatori (vedi i vari Pirlo, Pogba, Tévez, Dybala, Higuaín e persino Cristiano Ronaldo). Troppo spesso, però, ci siamo forse dimenticati di rendere i dovuti meriti a Chiellini, che paradossalmente è stato l’unico ad essere sempre fondamentale, non solo per esperienza maturata e carattere, ma anche per rendimento.

Arrivato a Torino nell’estate del 2005 dopo una buona stagione in prestito alla Fiorentina, club con cui debutta in Serie A, gli esordi non sono senz’altro dei migliori, specie perché a livello societario il terremoto provocato dallo scandalo Calciopoli relega la Juventus in Serie B, una batosta che costringe la dirigenza a puntare forte su alcuni giovani come Marchisio e lo stesso Chiellini. Per il primo Scudetto bisognerà aspettare l’arrivo di Antonio Conte, che costruisce gran parte dei suoi successi proprio sulla difesa a tre di cui Giorgio è un elemento imprescindibile, formando quella che è passata alla storia come la BBC. Schierato sul centro-sinistra con Bonucci centrale e Barzagli sul centro-destra, negli anni si consacra come uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale, contribuendo in modo decisivo a tutte le vittorie bianconere, una costanza poi premiata nel 2018 quando, dopo il trasferimento di Buffon al PSG, diventa ufficialmente capitano. Le mazzate, tuttavia, sono sempre dietro l’angolo ed infatti, nel 2019, si scrive la pagina più buia della sua carriera: alla vigilia della gara di campionato contro il Napoli e dopo aver segnato il goal decisivo nella prima giornata contro il Parma, rimedia la rottura del legamento crociato anteriore in allenamento. Rientrato appena in tempo per sollevare la coppa del nono Scudetto, i problemi fisici continuano a tormentarlo per tutta la stagione successiva, al punto da mettere perfino in dubbio la sua partecipazione a Euro 2020, dove però mette a tacere gli scettici dimostrando di essere ancora uno dei migliori difensori su piazza e guidando i suoi al trionfo di Wembley.

I tratti distintivi di Giorgio? Quel comportamento sempre misurato e mai sbruffone fuori dal campo. Il profilo di un marcatore senza mezzi termini, fisicamente possente e ruvido, poco lezioso ma sempre efficace. Lo stereotipo del difensore di cui abbiamo bisogno, fin dall’alba dei tempi, ma che adesso, vista l’età che avanza, rischiamo forse di non veder più galoppare sul rettangolo verde. A fine stagione, infatti, Chiellini dovrà prendere decisioni importanti circa il suo futuro e sono due le strade che potrebbero profilarsi. La prima lo porterebbe a lasciare la Juventus e approdare in Major Soccer League, negli Stati Uniti, un campionato certamente meno stressante dove potrebbe giocare ancora due stagioni. L’altra ipotesi al vaglio è invece completamente diversa, ovvero dire definitivamente addio al calcio giocato e iniziare una nuova esperienza all’interno della dirigenza juventina. Chiellini è laureato in economia, con indirizzo marketing rivolto proprio al mondo del calcio, ma al di là di ciò il suo inserimento nei piani alti riscoterebbe sicuramente i favori di tutto l’ambiente, ed in modo particolare genererebbe grande entusiasmo nel mondo della tifoseria bianconera.

Qualche anno fa, in occasione di un Manchester United-Juventus del 2018, José Mourinho affermò: “Bonucci e Chiellini dovrebbero tenere un corso universitario ad Harvard per come difendono. Sono fantastici, assolutamente fantastici.” I cicli sono destinati a finire, lo sappiamo, ma una cosa rimane inequivocabile: per quanto il calcio possa progredire, avere uno come Giorgio, là dietro, farà sempre tutta la differenza del mondo. Vederlo andar via non sarebbe facile, per cui coltiviamo la speranza che la seconda ipotesi prevalga sulla prima, affinché possa essere da esempio per i pilastri del futuro.

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