Marzo si sta avviando verso la fine e alla Juventus, tra l’eliminazione dalla Champions e il caso Dybala, non rimane che guardare con fiducia al campionato
MUTEVOLE. Doveva essere il mese più atteso. Quello di un sogno tanto ambito. Quello di alcune conferme che tardavano ad arrivare. Quello di una svolta ormai decantata da mesi. In effetti, qualcosa si è pur smosso nelle gerarchie bianconere, forse fin troppo per certi versi, al punto che, avviandoci verso la fine di marzo, il bilancio viaggia in perfetta sincronia tra quello che poteva essere e quello che è stato.
Cosa ricorderemo di questo mese “pazzerello”? L’ennesima disfatta in Champions League, una vera e propria maledizione se si pensa che sono trascorsi più di 25 anni da quando Gianluca Vialli ha alzato al cielo di Roma il trofeo più ambito. Da quel giorno i bianconeri non sono più riusciti a ripetersi, nonostante i tanti campioni acquistati e le tante volte in cui hanno accarezzato il trionfo. I rammarichi sono diversi: dalla terza eliminazione consecutiva agli ottavi di finale, contro squadre peraltro ampiamente alla portata, fino all’amara constatazione di non essere riusciti a proseguire quel percorso di crescita iniziato nel 2015, quando dodici anni dopo l’ultima volta la Juventus tornò in finale contro il Barcellona. Negli anni a venire, è pur vero che si sono registrate la mancata vittoria nella finale di Cardiff e altre eliminazioni ai quarti e agli ottavi di finale, ma il tutto si è consumato contro squadre di una certa caratura, come Ajax e Real Madrid.
E poi? Beh, il mancato rinnovo di Paulo Dybala rimasto, a detta di molte persone vicine al giocatore, letteralmente sconcertato per come sono andate le cose, con il ragazzo che si è sentito scaricato dai bianconeri e che non si capacita per il modo in cui si è consumato l’addio. La maglia numero 10, quel ruolo di capitano futuro che sembrava essere destinato a lui, sette lunghi anni a Torino, 113 gol, tutto questo spazzato via da tre semplici parole: fuori dal progetto. L’opinione pubblica continua ad essere ampiamente divisa tra favorevoli e sfavorevoli a questo epilogo, ma al di là di ogni logica, pensiero o retaggio rimane quel velo di tristezza per un campione che si appresta a lasciare i colori con cui è cresciuto, un’altra bandiera tramontata ancor prima di diventare eterna.
In mezzo a cotanta “tristezza” rimane una sola fiammella ancora accesa, quella del campionato, con la Juventus che doveva reagire all’eliminazione dalla Champions e fare punti per alimentare la sua rimonta e consolidare il quarto posto. Potremmo dire missione compiuta, poiché i bianconeri battendo la Salernitana si sono portati ad un solo punto dai nerazzurri, nonostante questi ultimi debbano recuperare il match contro il Bologna. Prima di questa sfida, però, ci sarà il derby d’Italia, domenica 3 aprile, con la squadra di Allegri che, in caso di vittoria, potrebbe perfino sorpassare l’Inter. La Juventus arriverà decisamente carica alla sfida, per vari motivi: la lunga serie di risultati positivi, poiché non perde dalla fine di novembre; la consapevolezza di giocarsi il tutto per tutto senza avere nulla da perdere, dato che fino a qualche tempo fa era alquanto impensabile vederla giganteggiare tra le prime quattro del reame; un Dybala che sicuramente vorrà concludere al meglio la sua avventura in bianconero, ma al contempo mettersi in luce agli occhi di una sua potenziale acquirente; infine il recupero di giocatori importanti, come Denis Zakaria. All’Inter invece, tramortita da un mese e mezzo davvero buio in ottica risultati, non resta che appellarsi alla vittoria in Supercoppa, sperando di ripetere l’impresa.
Pertanto, non rimane altro che accomodarsi sugli spalti o sulla poltrona e godersi lo spettacolo, per vedere se il “bene”, alla fine”, trionferà sul “male”. Come nei migliori racconti.







