FOCUS, Ossessione impostazione. Pirlo cerca (e non trova) il suo alter ego

Da Arthùr a Bentancur, da Fagioli a Danilo passando per l’avanzamento di Leonardo Bonucci. La manovra di Andrea Pirlo pare non possa prescindere dalla pedina del play basso. Non sempre però i risultati hanno dato ragione al tecnico.

ERRORI E ORRORI – “Continuerò a chiederla perché secondo me porta vantaggi”, affermava mister Pirlo in Conferenza stampa dopo la gara d’andata con il Porto. Quando ancora era vivo negli occhi di tutti lo sciagurato retropassaggio di Bentancur che aveva propiziato il vantaggio della squadra di Conceicao. Il tecnico bianconero si è fatto in quell’occasione una volta di più portavoce e acceso difensore della costruzione dal basso, memore con molta evidenza del recente passato che lo aveva consacrato, nel rettangolo verde, ad ispirato attore protagonista dell’impostazione davanti alla linea difensiva. Un conto è però poter disporre del regista bresciano ex Milan, un altro voler far crescere barba, capelli, calma e visione di gioco al playmaker improvvisato di turno. Se i risultati di tale scelta ossessiva non sono soddisfacenti, ci chiediamo se non valga la pena rinunciarvi e concludere la stagione mediante trame di gioco più consone ai valori tecnici della rosa. L’inclinazione, a metà tra il retaggio da calciatore e l’ostinazione di chi non vuole rinunciare alle proprie convinzioni, è costata tanti patemi d’animo. Ai calciatori in primis, ai tifosi subito dopo.

RITENTA! SARAI PIU’ FORTUNATO – Non si può dire che al tecnico bianconero sia mancata la fantasia. La ricerca del suo alter ego è stata, a ben vedere, portata ben oltre i limiti della sperimentazione fino a coinvolgere tanti componenti della rosa. La disponibilità a corrente alternata di Arthùr, tribolato dagli infortuni e da una calcificazione che non gli ha dato pace, ha orientato Pirlo nella scelta di consegnare le chiavi del centrocampo a Bentancur per lunghi tratti della stagione fino all’indisponibilità dell’uruguaiano risultato positivo al Covid. Il ventitreenne ex Boca ha svolto il compito non senza problemi, rivelandosi mai completamente a suo agio nelle vesti di novello regista, forse troppo per quelle che sono le caratteristiche del giocatore. La defezione di Bentancur sembrava poter favorire l’impiego di Nicolò Fagioli, gioiellino della mediana Under23 ma, a parte il minutaggio concessogli nella partita di Coppa Italia con la Spal, il giovane centrocampista non è mai figurato tra le prime scelte del tecnico totalizzando soltanto 20’ in serie A. Alcuni addetti ai lavori avanzavano l’ipotesi Bonucci in cabina di regia. Niente di tutto ciò. Nuova scelta, di primo acchito sorprendente, per la gara della Sardegna Arena. Contro il Cagliari, Andrea Pirlo ha lanciato Danilo in mediana. Quella che poteva sembrare una soluzione di ripiego dettata dalle assenze nel reparto centrale del campo, si rivela essere l’illuminazione più riuscita della gara. Il brasiliano disputa nel nuovo ruolo una partita di personalità e straordinaria capacità d’impostazione, fino a quando l’infortunio occorso ad Alex Sandro, non ha costretto Danilo a tornare nella sua posizione abituale. Nel prossimo turno di campionato le redini del centrocampo potrebbero tornare nelle mani, anzi nei piedi di Arthùr ma non si esclude che l’esperimento Danilo possa godere di nuovo seguito anche contro il Benevento.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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