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FOCUS, Per Kean tornare è stata la scelta giusta. E per Allegri?

Arrivato a Torino nell’ultimo giorno del calciomercato estivo, il talento azzurro ha il compito arduo di raccogliere la pesante eredità di Cristiano Ronaldo e rilanciare la Juventus. In Conferenza il ragazzo si è mostrato emozionato ma pronto a cogliere l’opportunità.

TORINOTalvolta le seconde stagioni di una serie tv non riscontrano il gradimento della prima. Talvolta i sequel non attivano le scintille emotive del capitolo precedente. La Juventus di questa stagione ha, invece, deciso di riporre credito esteso nei ritorni. Dal primo alla guida tecnica, quello di Allegri, al secondo in campo con Moise Kean. Il terzo, quello che risponde alla voce di Miralem Pjanic, è sfumato per una questione di monte ingaggi. Ma siamo sicuri che in quel di Torino non avrebbero disdegnato il ritorno del bosniaco. Per Kean la situazione è però diversa. Non torna a vestire il bianconero un calciatore nelle ultime fasi della carriera ma un ragazzo sul trampolino di lancio verso la consacrazione. Il giovane classe 2000 si presenta all’Allegri bis con l’interessante bottino di 41 presenze e 17 reti al Psg. E con le motivazioni di chi sa quello che vuole. “Nessuna pressione. Sono tornato per dare una mano, sono tornato per giocare e mi sento responsabile di dare il 100% per questa maglia”, così Kean ha risposto alla puntuale domanda su CR7. Con una serenità che può ai più apparire sorprendente. Più che di serenità si può parlare, a ragione, di rassicurante consapevolezza. Ronaldo ha viaggiato su score realizzativi che il genere umano faticherebbe a replicare. La scelta di fare ritorno nella squadra che lo ha lanciato nel grande calcio dimostra una determinazione e un attaccamento da veterani. Nei prossimi mesi, sapremo se la sua esplosività si innescherà ancora una volta, come tre stagioni fa, quando la sua stella brillò proprio contro il Milan allo Stadium.

RISERVA DI LUSSO? – Ciò che resta ancora da chiedersi sostanzia il comprensibile scetticismo iniziale che il suo arrivo ha portato con sé. Come e dove Moise Kean può inserirsi nelle idee di Massimiliano Allegri? Il talento azzurro ha finora totalizzato due presenze, entrambe da subentrante. La prima nell’ultimo impegno in campionato con il Napoli di Spalletti. Subentra a Morata e respinge goffamente verso la propria porta l’angolo di Zielinski per il patatrac che ben conosciamo. Sfortuna? Anche. Ma forse poca lucidità nell’affrontare con il piglio giusto una gara che i bianconeri stavano indirizzando verso il pareggio. Kean ha timbrato il cartellino delle presenze per la seconda volta martedì scorso in terra svedese. Ancora una volta prende il posto del centravanti spagnolo. Ma stavolta la prestazione è diversa. Complice anche una gara ormai in discesa con ampi spazi e schemi svedesi saltati. L’attaccante ex Psg ha approcciato alla partita di Champions senza l’emozione del nuovo debutto. La sua personalità è mersa con nitidezza e soltanto il fuorigioco gli ha negato la gioia di salire sulla giostra del gol al Malmoe. Se il buongiorno si vede dal mattino, nelle gerarchie di mister Allegri Moise Kean parte dietro Alvaro Morata. Almeno in questo momento. Lo spagnolo è l’uomo al quale il tecnico affida il reparto offensivo dal primo minuto. Lo spazio per l’ultimo arrivato è quello che saprà ricavarsi nella staffetta con il canterano. Tra pochi giorni valuteremo un nuovo capitolo dell’alternanza in attacco, con la possibilità che le gerarchie si rovescino. Dipenderà soltanto da lui. “Ho già segnato al Milan, ma non si può vivere di ricordi”, forse è il momento buono per mettere in atto una riproposizione in tempo reale della rete ai rossoneri. Appuntamento domenica alle 20,45.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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