FOCUS, Perché la Juventus Women è avanti anni luce rispetto al movimento italiano

Il divario tecnico tra le ragazze di Montemurro ed il resto della Serie A femminile è evidente. Ragioni tecniche? Non solo

SVILUPPO – Il movimento calcistico italiano femminile è in continua espansione e questa è una cosa che fa piacere a tutti gli appassionati di questo sport. I progressi in termini di visibilità sono sotto gli occhi di tutti: alcuni match della Serie A vengono trasmessi in chiaro, un traguardo da non sottovalutare. Le grandi squadre hanno iniziato a fornire discreti mezzi finanziari e organizzativi all’impianto calcistico femminile, il livello delle squadre sembra in netta crescita e l’exploit della nostra nazionale al mondiale di Francia è stato un risultato, seppur clamoroso, testimone di una transizione del movimento dal ‘coma irreversibile’ al ‘coma reversibile’ (non me ne voglia Claudio Lotito se ho voluto usare un estratto di una sua celebre frase). Parlo di coma, perché il calcio italiano, rispetto al resto d’Europa resta pesantemente indietro su tantissimi aspetti: infrastrutture, proventi, investimenti, attenzione mediatica. A far eccezione è la Juventus, è una vera e propria enclave europea in terra italiana.

PROGRAMMAZIONE – La cornice di pubblico fornita dall’Allianz Stadium in JuventusChelsea di Women’s Champions League è una vera e propria vetrina per chi volesse avvicinarsi al nostro calcio femminile. La partita finì 1-2 per le londinesi, un risultato tutto sommato previsto alla vigilia per il valore dell’avversario. Eppure, la Juventus ha messo in campo una signora prestazione, a dimostrazione di un lavoro strepitoso della società capitanato dall’Head of Juventus Women Stefano Braghin. 20 mila spettatori paganti per una partita di calcio femminile, in Italia, è un risultato che ha tristemente del clamoroso. Per la prossima gara contro il Wolfsburg, la società ha messo in vendita i tagliandi a titolo gratuito (stessa strategia utilizzata con il Chelsea) e si prevede un afflusso simile. Ma questo grandissimo risultato parte da una programmazione ben definita. Innanzitutto, la squadra femminile può disporre del JTC Vinovo, ovvero un centro di allenamento riservato esclusivamente alle ragazze di Montemurro (assieme all’Under 23). Il JTC è una struttura all’avanguardia che dispone di 8 campi, piscina per praticare nuoto e idromassaggio, palestra ed un centro di fisioterapia. Insomma, alle bianconere manca solo il riconoscimento dello status di ‘professioniste’: un punto dolente del nostro calcio. Inoltre, la società di via Druento dispone di un settore giovanile femminile, un qualcosa di impensabile nel nostro paese dalle altre squadre.

RAGIONI TECNICHE – Le grandi cavalcate targate ‘Rita Guarino’ nei campionati precedenti sono state la testimonianza della netta superiorità delle ragazze bianconere rispetto alla concorrenza. Tuttavia, il mister torinese ha deciso di lasciare la Juve di comune accordo con il club, per abbracciare il progetto Inter. A sostituirla è arrivato in Italia Joe Montemurro, ex tecnico dell’Arsenal. Un tecnico arrivato dal calcio inglese è certamente una novità per una squadra italiana, dunque la scelta dell’Australiano di sposare la proposta della ‘vecchia signora’ è dettato dalle grandi prospettive a cui questa squadra ambisce. L’idea di Braghin è stata quella di ‘provare a fare le stesse cose in un modo diverso, con un modello di gioco che arrivi all’Europa‘. Gli acquisti di calciatrici straniere come ad esempio Hurtig, Hyyrynen, Staskova, Peyraud-Magnin hanno donato a ‘Madama’ uno spessore tecnico imparagonabile al resto del campionato italiano. Dunque gli investimenti in casa Juventus Women si fanno eccome, in attesa dell’ufficialità del professionismo.

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