FOCUS, Un novembre più black che white

Per la Juventus quello appena concluso è stato un mese di alti e bassi. Un saliscendi continuo, culminato con la vittoria contro la Salernitana di martedì sera e il ritorno al gol di Dybala e Morata. Un successo che maschera, ma non cancella, i violenti colpi subiti contro Chelsea e Atalanta. Il mese infernale bianconero ha subito il tremendo scossone dell’inchiesta sulle plusvalenze e, come se non bastasse, si sono aggiunti anche gli infortuni di giocatori centrali e fondamentali nello scacchiere di Allegri.

CAMPO – Il positivo inizio del mese di novembre della Juventus prende il via con la vittoria casalinga dei ragazzi di Allegri in Champions League contro lo Zenit. Un successo che cancella le due clamorose débâcle arrivate contro Sassuolo e Verona sul finire di ottobre. L’illusione ottica continua con la Fiorentina e la Lazio, la prima sconfitta per 1 a 0 in casa e la seconda annientata per 2 a 0 allo Stadio Olimpico di Roma. La Juve è tornata, i problemi del recente passato sono magicamente scomparsi e tutto è tornato alla normalità? No, purtroppo non è così. Come in uno di quei film apocalittici, all’improvviso la serenità della vita quotidiana viene interrotta da un tremendo terremoto che ha come epicentro la città di Londra. La Juve cade di nuovo contro il Chelsea, perdendo lo scontro diretto per il primo posto del girone di Champions League. Una battuta d’arresto che lo stesso Allegri tende a minimizzare, ma non è altro che la quiete prima della tempesta. Tre giorni dopo la figuraccia in terra inglese, a Torino piomba il silenzio, reso ancora più assordante dalla sconfitta casalinga contro l’Atalanta.

INCHIESTA – Per i bianconeri il crollo casalingo contro i bergamaschi è solo un piccolo neo, rispetto all’uragano abbattutosi tra giovedì 26 e venerdì 27 novembre. Il club bianconero deve fare i conti con un problema che va oltre le difficoltà riscontrate sul campo. Iniziano ad emergere i primi particolari di un’indagine avviata dalla Procura di Torino e della Guardia di Finanza su possibili plusvalenze fittizie che gettano nel caos tutto l’ambente juventino. Iniziano le perquisizioni negli uffici della Juventus e finiscono nel registro degli indagati i vertici del club, cioè il presidente Andrea Agnelli, l’ex direttore sportivo Fabio Paratici e il vicepresidente Pavel Nedved. Alla base dell’inchiesta ci sarebbero 282 milioni di plusvalenze in tre anni e vengono avviati anche accertamenti sui rapporti economici con Cristiano Ronaldo. Una vera e propria tempesta perfetta. Nei giorni successivi iniziano ad emergere le prime intercettazioni e i PM di Torino danno il via agli interrogatori, convocando anche dirigenti bianconeri non strettamente legati alla vicenda, ma, in ogni caso, persone informate sui fatti.

INFORTUNI – Che la fine del mese di novembre potesse colorarsi di nero lo si inizia ad intuire già nella sfida dello Stadio Olimpico contro la Lazio. Infatti, il 20 del mese arriva la prima brutta notizia: dopo quindici minuti dal fischio d’inizio della sfida contro i biancocelesti di Maurizio Sarri, Danilo è costretto a lasciare il terreno di gioco a causa di un grave infortunio. Per il brasiliano si tratta di un problema agli adduttori che lo costringerà a restare fermo ai box fino alla metà di gennaio. Dopo questa prima importante perdita, ad alzare bandiera bianca sono altri due fondamentali interpreti del gioco di Allegri: Chiesa e McKennie. L’attaccante italiano alza bandiera bianca alla fine del primo tempo di Juventus-Atalanta: per l’ex Fiorentina si tratta di un problema muscolare che lo terrà fuori fino alla fine dell’anno. La sfida dello Stadium contro la ‘Dea’ risulta nefasta anche per il centrocampista americano, costretto a lasciare il campo al 64’ e vittima di un problema al ginocchio. Il texano dovrà saltare tre partite, iniziando da quella contro la Salernitana. Proprio la vittoria in terra campana mette fine a questo novembre a tinte più nere che bianche, ma ora per la Juventus e per Allegri c’è un Natale da vivere nel miglior modo possibile. Non sarà facile, ma bisogna provarci fino alla fine.

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