IERI:
Era il 15 gennaio 1997, al Parco dei Principi di Parigi, la Vecchia Signora, impartiva una lezione di calcio a quella che poi, sarebbe diventata la squadra dove i soldi contano più della passione, una formazione dove si creano situazioni ai confini con la fantascienza.
Ancora non mi spiego la cessione di Gianluigi Donnarumma, a cui il Club deve la prima Champions League della sua storia.
Ieri quella Juventus era stratosferica, Peruzzi, Ferrara, Deshamps, Zidane e Del Piero, erano di un livello assoluto, ed anche il resto della formazione non era da meno.
La differenza che c’era con quel Paris Saint-Germain era talmente grande, che ti fa stare male a vedere oggi le due formazioni.
FINALE DI ANDATA SUPERCOPPA EUROPEA:

OGGI:
Oggi la Juventus è alla disperata ricerca di un portiere affidabile, a cui affidare il ruolo più importante della difesa, i nomi circolati sono stati tanti, anche eccellenti, ma a pochi giorni dall’inizio del campionato nulla si è mosso.
Non vogliamo dare la croce addosso a Di Gregorio, il ragazzo non se lo merita, ma chiaramente non ha più quella serenità necessaria per poter continuare ad essere titolare, il ruolo prevede tranquillità e fiducia, che oggi mancano.
I bianconeri stanno per chiudere con il Paris-Saint Germain per Zion Suzuki, portiere titolare della nazionale Giapponese, lo scorso anno al Parma.
E fin qui nulla di strano, ma il problema nasce dalle modalità di acquisizione, i francesi lo dovrebbero prelevare dal Parma versando ai ducali 35 milioni di euro, una cifra spropositata per un portiere che non ha mai militato in formazioni di vertice, per poi girarlo alla Juventus in prestito temporaneo, con un premio di valorizzazione, per poi riprenderlo il prossimo anno con tanti saluti, qualcuno sicuramente non sarà contento, anche se probabilmente il problema portieri si risolve per quest’anno, si riproporrà per la prossima stagione.
DOMANI:
Domani i bianconeri devono essere in grado di costruire la squadra in maniera piu’ autonoma, e con un orizzonte ben definito.
Mi riferisco appunto alla precarietà dell’acquisto di Zion Suzuki.
Nulla contro il portiere giapponese, da un punto di vista tecnico e’ in possesso di ottimi fondamentali, ma tesserare un giocatore senza alcuna possibilità di poterlo riscattare, mi sembra un aspetto non secondario per un club prestigioso come la Juventus.
Poi, da un punto di vista strategico, sicuramente e’ un’operazione assolutamente valida, perché risolve il problema del portiere, senza ulteriori esborsi economici, dopo l’acquisto di Randal Kolo Muani, ma qualche dubbio resta.








