IL KEAN CHE SI MORDE LA CODA

La bolla fatta di ingaggi spropositati e bilanci allo stremo schiavi delle plusvalenze è esplosa con la crisi in cui il Coronavirus colpendo anche le società più importanti e facoltose. Ne è un esempio il mercato della Juventus..un vero e proprio cane che si morde la coda.

IL PARADOSSO – Vendere Pogba per rinforzare la squadra. Il ragionamento fatto anni fa dai bianconeri, che ha portato alla cessione del “polpo” al Manchester United, non faceva una piega. Non fosse che, campionati dopo, alla Juventus per essere al livello delle grandi d’Europa è sempre mancato…un Pogba. E non fosse che il francese sia proprio non troppo segretamente in cima alla lista proibita dei sogni (quasi impossibili) bianconeri. Nuovo anno, nuovo paradosso. Via Cancelo e Spinazzola…troppo discontinui e precari in fase difensiva. Anni dopo, la Juventus è costretta ad attingere dalla propria primavera e a inventarsi Cuadrado terzino per sopperire…alla carenza sulle fasce con il duo di “sacrificati a fare faville nelle rispettive squadre. E che dire dell’ultimo “ritorno di fiamma”? Quel Moise Kean dato via perché “testa calda” e non pronto ai palcoscenici importanti, oggi semifinalista di Champions con il PSG e a detta di molti nuovo/vecchio obbiettivo di mercato di Fabio Paratici? Proprio quel Fabio Paratici che un paio di estati fa lo aveva ceduto all’Everton?

Verrebbe facile, vedendo questo scenario, pensare che in sede di mercato in casa bianconera sia regnata un po’ di confusione negli ultimi anni. Cosa probabilmente vera. Ma attenzione a mettere in croce la dirigenza. La frenetica “corsa alle plusvalenze”, bilanci sempre più sofferenti, costi fuori da ogni logica appartenenti a tutto il mondo del calcio, non solo il mondo bianconero, hanno reso il lavoro di Paratici sempre più difficoltoso e rischioso. Il prezzo da pagare è stato mettere l’oggi prima del domani, il “salvare il bilancio” più importante della programmazione sportiva, il giovane difficile da acquistare e aspettare, i big difficili da sostituire. Ecco perché l’apparente tegola del Coronavirus, può essere usata dalla Juventus per ritrovare se stessa anche in sede di mercato. Più oculatezza, un maggiore lavoro di scouting, una maggiore attenzione al monte ingaggi non possono che, necessariamente, riportare i bianconeri a dover contare sulle proprie (tante) competenze. E se McKennie insegna, tante sorprese potrebbero uscire dal cilindro dell’osservatore per eccellenza Fabio Paratici. A patto, appunto, di lasciarsi alle spalle i rimpianti del passato. Ogni lasciata è persa, si dice, inclusi i giocatori. Un cane che si morde la coda, ecco il mercato bianconero degli ultimi anni. Una tendenza che è ora di abbandonare…recuperando in primis una buona disponibilità economica di manovra e smettendo di sacrificare un reparto sull’altare dell’altro a cicli alterni senza mai riuscire a completare davvero la rosa. La plusvalenza dev’essere un’arma da usare per rinforzare la squadra. Non una morsa che anno dopo anno si stringe al collo sempre di più. Che non vuol dire abbandonare i giocatori di alto profilo, ma semplicemente programmare

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