Il nuovo attaccante della Juventus, Jonathan David, si presenta ufficialmente alla Stampa ed ai tifosi bianconeri all’Allalianz Stadium accompagnato dal ds Comolli. Il Canadese ha condiviso aspetti personali della sua vita ed ambizioni future, non nascondendo l’ammirazione per la Juventus ed i suoi interpreti più celebri, citando, tra gli altri, Alex Del Piero e Cristiano Ronaldo. Il neo attaccante bianconero arriva a parametro zero dal Lille ove ha segnato 25 reti in una stagione e promette di voler fare altrettanto anche in Serie A. Dedica la maglia con il numero 30 a suo padre, ex giocatore e fonte di una ferrea fede professionale, umana e religiosa. Seguiamo gli interventi principali della conferenza stampa:
Che emozioni hai provato arrivando alla Juventus? “Per me è una grande emozione essere in una squadra come la Juve. La prima settimana è andata bene, i compagni mi stanno aiutando molto”.
Che impatto c’è stato con Tudor e che consigli ti ha dato? “La conversazione col mister è stata molto positiva. Sono nuovo, mi ha chiesto quali erano le mie aspettative e quali fossero le sue. Sa che come prima punta prendo iniziative e faccio gol: abbiamo parlato soprattutto di questo”.
Quale giocatore della Juve del passato ti ha maggiormente colpito? “La Juve ha avuto tantissime leggende come Cristiano Ronaldo, Dybala, Del Piero e Trezeguet. Non riesco a nominarli tutti”.
Pensi di riuscire a segnare 25 gol come quando eri al Lille? “Sicuramente ho cercato di dare continuità negli ultimi anni. La Serie A è più tattica e difensiva, ma io vedo possibile questo traguardo. Perché no? Penso di riuscirci”.
A chi ti sei ispirato ed a chi ti ispiri oggi? “Avevo parecchi modelli come Drogba oppure Eto’o, diversi tra loro però mi piacevano come stile. E oggi ce ne sono parecchi che mi piacciono”.
Pensi tornerete al vertice con la Juventus? “Ogni stagione può essere quella buona. Il campionato è molto difficile ma serve avere l’ambizione di arrivare fino in fondo”.
Sei molto concentrato sul tuo lavoro? E che numero di maglia avrai? “Tutti avevamo grande ambizione, molti si fermavano a giocare anche dopo l’allenamento. Io sono molto religioso e per diventare professionista ci vuole fede. Il numero che ho scelto è il 30: è importante perché è il compleanno di mio padre, penso sia un bel messaggio da condividere”.
Perché in Canada giocavi a calcio da bambino e cosa ti ha portato oggi in Serie A? “Ho iniziato a giocare a pallone perché mio padre era un calciatore. Ad Haiti tutti giocano a calcio e io ho iniziato così. Serie A? Tutti i campionati hanno le loro sfide, c’era la Juve e quindi ho scelto la Serie A”.
Cosa ti ha portato a scegliere la Juve? “Abbiamo avuto degli scambi con il management. Per me è stato importante, ho parlato anche coi compagni e c’era un grande interesse da parte mia nel venire qui. Questo è un grande club”.
Quanto ti rispecchia il tuo soprannome “Iceman”? “Funziona bene direi, io sono molto freddo e questo mi aiuterà nelle situazioni di pressione”.
Pensi sarai titolare? “Non c’è mai la garanzia, bisogna giocare e fare il proprio lavoro. Non mi aspetto di essere sempre titolare, ma farò del mio meglio”.
Sarai partner di Vlahovic o punta unica? “Stiamo lavorando nella tattica, sicuramente dipenderà dal mister. Ora lo sto facendo come prima punta”.
Pensi che alla Juventus crescerai molto? “Non rischierei a parlare di Pallone d’Oro, ma ho scelto questo club perché ha grandi ambizioni come me. Voglio lavorare per la squadra il più possibile e diventare uno dei migliori marcatori al mondo”.
Hai voglia di vincere? “Sono molto competitivo e come tutti i marcatori amo fare gol. Le due cose vanno insieme”.
Ti senti pronto? “Certo, sono venuto qui per questo. So quali sono le richieste del club e sono pronto a rispettarle”.








