Una serata da montagne russe all’Allianz Stadium: i bianconeri rimontano due volte e strappano un pareggio incredibile
All’Allianz Stadium va in scena uno spettacolo mozzafiato che lascia tutti a bocca aperta. La Juventus e il Borussia Dortmund regalano novanta minuti di puro calcio-spettacolo, con quattro gol per parte in una partita che rimarrà nella storia della Champions League.
YILDIZ, IL NUOVO FENOMENO DELLA CONTINASSA
Se c’è un nome che risuona più forte di tutti negli spogliatoi bianconeri, quello è di Kenan Yildiz. Il giovane turco ha letteralmente incantato l’Allianz Stadium con una prestazione da fenomeno assoluto. Il suo gol del momentaneo 2-2 è un capolavoro degno dei migliori Del Piero: controllo, dribbling e conclusione millimetrica che non lascia scampo a Kobel. Ma non è tutto, perché il numero 10 confeziona anche l’assist al bacio per il secondo gol di Vlahovic, dimostrando una maturità calcistica impressionante per i suoi anni.
VLAHOVIC, L’UOMO DELLA PROVVIDENZA
Quando tutto sembrava perduto, ecco materializzarsi Dusan Vlahovic. Il centravanti serbo entra al 59′ e cambia completamente l’inerzia della partita. Due gol da rapace d’area e un assist finale per Kelly che vale oro: l’ex Fiorentina si conferma un bomber di razza internazionale e zittisce definitivamente i suoi critici. La standing ovation dell’Allianz Stadium all’ingresso in campo racconta tutto dell’affetto che i tifosi nutrono per il loro numero 9.
LE OMBRE DI UNA DIFESA TROPPO FRAGILE
Se l’attacco ha brillato, la retroguardia bianconera ha mostrato crepe preoccupanti. Bremer, solitamente invalicabile, ha sofferto tremendamente la velocità e l’imprevedibilità del trio offensivo tedesco, perdendo spesso l’orientamento nei momenti cruciali. Anche Di Gregorio, pur salvando il salvabile in alcune occasioni, ha mostrato incertezze sul gol di Couto che potevano costare caro.
KELLY, DA ZERO A EROE IN NOVANTA MINUTI
La serata di Wendell Kelly è l’emblema di questa Juventus dalle mille facce. Prima causa il rigore del momentaneo 4-3 con un fallo di mano ingenuo, poi si trasforma nell’eroe della serata siglando il gol del definitivo 4-4 allo scadere. Un epilogo da film che conferma quanto questa squadra sappia soffrire e reagire nei momenti più difficili.
TUDOR DEVE TROVARE L’EQUILIBRIO
La prestazione della Juventus racconta di una squadra che sa fare gol ma che concede troppo in fase difensiva. Mister Tudor dovrà lavorare sodo per trovare l’equilibrio giusto tra le due fasi, perché se è vero che quattro gol segnati fanno sempre piacere, quattro subiti in Champions League possono costare caro negli scontri diretti.
LE PAGELLE DELLA JUVENTUS
DI GREGORIO 5,5 – Serata agrodolce per l’estremo difensore bianconero. Compie un autentico miracolo su Guirassy che tiene a galla la squadra, ma sul gol di Couto la sua reazione appare troppo lenta. Si fa sorprendere sul proprio palo, compromettendo una prestazione che avrebbe potuto essere da protagonista.
KALULU 5,5 – Il ritorno nel ruolo di braccetto destro lo vede protagonista di una prima frazione convincente, dove dimostra solidità e tempismo negli interventi. Nella ripresa però cala vistosamente, concedendo troppi spazi alle incursioni tedesche. Il mezzo punto in più arriva dall’assist finale che innesca l’azione del pareggio.
BREMER 5 – Una serata da dimenticare per il gigante brasiliano. Il trittico offensivo del Borussia lo manda completamente in tilt con la loro velocità di pensiero e movimento. Perde l’orientamento in più occasioni e non si dimostra impeccabile nemmeno nelle uscite sui gol subiti. Prestazione ben al di sotto dei suoi standard abituali.
KELLY 7 – La personificazione della serata juventina: da potenziale disastro a salvatore della patria. Nel primo tempo sfiora il bis dopo l’eurogol contro l’Inter, nella ripresa subisce tutti i gol dal suo lato e causa il rigore con un fallo di mano ingenuo. Ma quando tutto sembra perduto, ecco il gol del 4-4 che vale oro per i bianconeri.
McKENNIE 5,5 – Prestazione sottotono per l’americano, che non riesce a replicare l’ottima performance contro l’Inter. Spostato sulla fascia opposta, perde efficacia in entrambe le fasi: evanescente in attacco e spesso in ritardo in copertura, lasciando Kalulu in inferiorità numerica.
Dal 59′ JOAO MARIO 6,5 – Porta la verve offensiva necessaria nei minuti finali, quando la squadra ha bisogno di spingere per trovare il pareggio.
KOOPMEINERS 5 – Due facce della stessa medaglia: primo tempo di alta precisione nei passaggi (93%), ripresa da incubo. Spreca clamorosamente una palla gol in area sparando alto, poi si fa trovare impreparato sul gol di Nmecha, restando a guardare l’avversario che prende la mira indisturbato.
Dal 69′ LOCATELLI 6 – Garantisce maggiore protezione alla difesa nel momento del bisogno.
THURAM 5,5 – Parte forte con un gran tiro che mette in difficoltà Kobel, ma è solo un’illusione. Con il passare dei minuti perde completamente la bussola, non incidendo negli inserimenti e perdendo un pallone sanguinoso sulla trequarti che porta al gol del 3-2 tedesco.
CAMBIASO 5,5 – Il ritorno dopo la squalifica non è dei migliori. Qualche cross dal fondo e poco altro in fase offensiva, mentre in copertura arriva spesso in ritardo nei raddoppi difensivi. Deve ancora ritrovare il ritmo partita dopo lo stop forzato.
YILDIZ 8 – Il vero leader di questa Juventus moderna. Quando la tempesta si abbatte sui bianconeri, è lui a prendere la squadra sulle spalle e a guidarla verso la salvezza. Il gol del 2-2 è un’opera d’arte che richiama i migliori Del Piero, l’assist per Vlahovic è un cioccolatino che dimostra la sua classe cristallina. Fenomeno purissimo.
Dall’87’ ZHEGROVA sv – Entra solo per i minuti finali.
OPENDA 6 – Si muove su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento agli avversari, trasformandosi in una mina vagante costante. Peccato per le scelte negli ultimi metri, spesso imprecise quando servirebbero invece giocate decisive.
Dal 69′ ADZIC 6 – Aggiunge freschezza negli spazi tra le linee quando la squadra ne ha bisogno.
DAVID 4,5 – Serata da dimenticare per il canadese, completamente fuori dalla partita. I palloni arrivano col contagocce e quelli che riceve li gestisce malissimo. Sembra ancora appesantito e poco mobile, lontano anni luce dal Vlahovic che lo sostituisce.
Dal 59′ VLAHOVIC 8 – L’ingresso che cambia tutto. Accolto da un’ovazione scrosciante, risponde presente con due gol da attaccante vero e un assist che vale il pareggio finale. Chi aveva dubbi sulla sua permanenza può definitivamente ricredersi dopo una prestazione da favola.
All. TUDOR 6 – La sua Juventus sa incantare in attacco ma deve assolutamente trovare maggiore equilibrio in difesa. I quattro gol subiti sono troppi per una squadra che vuole competere ai massimi livelli europei.
Una serata che rimarrà nella storia, con Yildiz e Vlahovic a prendersi gli applausi di un Allianz Stadium che ha vissuto emozioni contrastanti ma che alla fine ha potuto esultare per un pareggio che sa di vittoria.








