Quando l’estate scorsa la Juventus riuscì finalmente a strappare Teun Koopmeiners all’Atalanta, dopo una trattativa estenuante che aveva tenuto banco per settimane, le aspettative erano altissime. L’olandese avrebbe dovuto essere il regista offensivo della nuova Juventus, l’uomo in grado di collegare centrocampo e attacco con la qualità e l’intelligenza tattica che lo avevano reso uno dei migliori nel suo ruolo in Serie A.
A distanza di un anno, il bilancio è impietoso. Non a caso, nel post-partita di Juventus-Fiorentina, l’ex difensore Daniele Adani non ha usato mezzi termini: “Koopmeiners è l’acquisto peggiore degli ultimi cinque anni di un top club”. Un giudizio forse eccessivo nella forma ma difficile da smentire nei numeri. Contro la Fiorentina il centrocampista olandese ha offerto l’ennesima prestazione anonima — voto 4 nelle pagelle — venendo sostituito all’intervallo con Boga.
Il problema di Koopmeiners non è solo prestazionale ma anche tattico. Nel sistema di Spalletti non ha mai trovato la posizione ideale, oscillando tra il ruolo di mezzala, quello di trequartista e persino qualche apparizione da regista basso. In nessuna di queste posizioni ha replicato i numeri dell’Atalanta, dove beneficiava di un sistema rodato che gli consentiva inserimenti e conclusioni con continuità.
La difesa d’ufficio che alcuni commentatori hanno tentato — il cambio di sistema, l’adattamento a un nuovo contesto — regge fino a un certo punto. Calciatori del suo livello dovrebbero essere in grado di incidere indipendentemente dal contesto tattico, soprattutto in una squadra che non gli ha certo lesinato minutaggio e fiducia.
Il futuro di Koopmeiners alla Juventus non sembra in discussione nell’immediato — il contratto è lungo e l’investimento importante — ma è evidente che la prossima stagione sarà quella della verità. Spalletti, o chi per lui, dovrà trovare il modo di valorizzare un giocatore che, sulla carta, resta uno dei centrocampisti più completi del campionato.








