L’eredità di Benevento – Juventus

JUVENTUS – BENEVENTO – La sfida contro i Campani ha messo tanta carne al fuoco nel calderone di Andrea Pirlo. “C’è da lavorare”: questo il riassunto della sfida di Sabato, che lascia in eredità diversi nodi da sciogliere. Quali? Iniziamo dal primo.

IL CENTROCAMPO NON CONVINCE – Sebbene Arthur, Rabiot e Ramsey siano sulla carta i centrocampisti con più qualità schierabili da Pirlo, l’amalgama in mediana non ha funzionato granché nel match di sabato, e non è la prima volta in questa stagione. Il reparto centrale dei bianconeri è risultato spesso in questa prima fase di stagione poco dinamico e fantasioso, il risultato è una manovra più orientata verso le giocate singole che basata su una precisa identità di gioco. Non possono che venirne fuori folate di temporaneo ardore destinato a svanire velocemente. In qualche caso, come ieri., troppo fragili per portare alla vittoria. La Juventus a centrocampo ha diverse carte da giocarsi, ma la sensazione è che Pirlo non sia ancora riuscito a pescare la giusta calata, o quanto meno a dargli il giusto ordine.

DYBALA – Nella lista dei nodi da sciogliere il primo è certamente Dybala. L’argentino viene da un avvio di stagione quanto mai difficoltoso. Urge recuperare la Joya persa: averlo o non averlo fa tutta la differenza del mondo. Contro il Benevento, ad esempio, viste le occasioni avute il vero Dybala avrebbe portato a casa i tre punti.

CR7 DIPENDENZA – L’assenza di un fenomeno come Ronaldo non può non sentirsi. Ma i punti persi nelle gare in cui non ha giocato sono francamente troppi per essere giustificati. Senza CR7 nessuno al momento sembra essere in grado di prendersi sulle spalle la squadra. Alla Juventus però conta il gruppo. Senza la ciliegia, deve comunque rimanere la torta.

FRAGILITA’ – Non è la prima volta in questa stagione che la Juventus viene rimontata e che dimostra di non saper gestire alcuni momenti della propria patita, come fatto notare anche da Pirlo. Anche la rete del pareggio di Letizia sul finire di primo tempo per i bianconero è frutto di una testa già in buona parte negli spogliatoi. I cali psicologici della squadra sono ben lontani dalla mentalità schiacciasassi a cui la Juventus era abituata.

CATTIVERIA – Ardore. Cattiveria. Troppe volte alla Juventus negli ultimi metri è sembrata mancare l’incisività e la decisione per segnare e chiudere la gara. Tra calma, pazienza e sufficienza il confine è netto, e passarlo può costare caro.

Il pareggio nella sfida di sabato lascia l’amaro in bocca, ma non tutto è da buttare….

MORATA E DE LIGT – Personalità, continuità, affidabilità. Anche contro il Benevento Morata e De Ligt hanno dimostrato di poter essere leader in questa Juventus. Oggi sono loro a far sorridere Pirlo.

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