LIPPI: “Juve-Inter? Un classico del calcio italiano. Le finali non si preparano, ma si giocano”

Le parole dell’ex tecnico italiano, in vista di Juventus-Inter

LE DICHIARAZIONI – Intervistato da “Tuttosport“, Marcello Lippi parla a poche ore di distanza da JuventusInter, finale di Coppa Italia. Queste le sue parole.

La sfida tra Juve e Inter ha qualcosa di particolare?

“E’ una delle grandi partite classiche del calcio italiano, come Juventus-Milan o Milan-Inter. Sfide tra grandi squadre che magari non frequentemente si incontrano in una finale. Ecco, questa è una partita speciale perchè è una finale, tipo quella tra Juventus e Milan a Manchester 2003: quella era ancora più importante e speciale perchè c’era in palio la Champions, ma anche questa è una partita di livello”

Come si prepara una finale?

“Non si preparano, non ce n’è bisogno. Si preparano da sole. Perchè andare in finale di una competizione, qualunque sia, significa che per tre, quattro mesi, o un anno, tu hai vinto contro tutti. Altrimenti tu non saresti in finale. E una squadra che ha eliminato tutte le avversarie incontrate ha assunto una convizione di forza, un’autostima, una consapevolezza dell’importanza delle cose che sa fare. Deve solo andare in campo e vincere”

Come arriva la Juventus in finale?

“Arriva alla fine di una stagione in cui è cresciuto e migliorata. Probabilmente la Juventus quest’anno non era una squadra da scudetto, e infatti non lo vince, magari lo starà per diventare. Però è una squadra che è arrivata in Champions League e vincendo la Coppa Italia, se riuscirà a vincerla, avrebbe già realizzato qualcosa di importante”

Invece l’Inter?

“Ci arriva in compatizione su due fronti. Fino a un mese fa, prima della partita contro il Bologna, quando mi chiedevano chi secondo me avrebbe vinto il campionato, indicavo sempre loro. Perchè mi sembrava la più forte, più determinata. Persa la gara contro il Bologna, invece, ora si trova in una situazione difficile in campionato: due punti dal Milan a due giornate dalla fine sono tanti. A questa finale arriva in buone condizioni fisiche. Perciò potenzialmente può ancora fare doppietta”

C’è l’ansia per la Juve di finire la stagione con zero titoli?

“Alla Juve non esiste l’ansia o paura. Nella Juventus nessuno ha l’ansia. Probabilmente c’è il rammarico di non essere stati competitivi in campionato per qualcosa di più importante del quarto posto, però c’è soddisfazione per avere raggiunto la qualificazione in Europa, che per la società bianconera è importante. E poi c’è questa finale di Coppa Italia , ma la Juventus è abituata a giocare le finali. Perciò non ci sono ansie in casa bianconera”

Su Vlahovic, De Ligt, Chiesa e Locatelli:

“Agnelli ha detto bene: bisogna investire su di loro. Sono quattro grandi talenti. Qualunque società al mondo, dovesse impostare un processo di ricostruzione o di costruzione della propria squadra, partirebbe da questo tipo di giocatori: giovani, di altissimo livello tecnico e di grande personalità”

Che impressione le ha fatto Vlahovic?

“Ottima. E’ un giocatore che dà la sensazione in qualsiasi momento di poter trovare la giocata giusta. Cerca di proporsi, cerca la conoscenza con i nuovi compagni di squadra. Ed è un calciatore con delle giocare straordinarie”

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