MORE MORATA, MAI UNA JOYA. IL PARADOSSO DELL’ATTACCO BIANCONERO

Non basta avere un fenomeno come Ronaldo. Juve, per centrare gli obbiettivi servono Morata e Dybala.

IL PARADOSSO BIANCONERO – Il paradosso bianconero: avere Alvaro Morata e Paulo Dybala, ma averli avuti a mezzo servizio. Uno, lo spagnolo, è tornato a Torino pieno di entusiasmo, ma dopo un ottimo avvio sembra essersi arenato, complice qualche acciacco fisico. L’altro, l’argentino, era il protagonista atteso di questa annata, il futuro della Juventus post Ronaldo. Eppure, tra Covid e acciacchi fisici, la Joya non è riuscita a brillare. La sua stagione, nei fatti, non è ancora iniziata. Eppure, se c’è una cosa che questa prima parte di stagione ha detto è quanto sia importante per Pirlo avere i suoi due “Robin” pronti ad appoggiare “Batman” Ronaldo. Il fenomeno portoghese può far si molto, ma non tutto.

FISICITA’ E IMPREVEDIBILITA’ – Le ultime gare hanno parlato chiaro: con la fisicità e la presenza offensiva di Morata tutta la manovra bianconera viaggia su binari diversi. La generosità dello spagnolo è indispensabile per le idee tattiche di Pirlo. Senza, è toccato ai singoli togliere le castagne dal fuoco. Spesso riuscendoci, altre volte incartandosi nelle briglie avversarie e perdendo punti per strada. Ecco perché la sua assenza contro il Verona è un grattacapo non da poco per Pirlo. A maggior ragione se si pensa che il tecnico dovrà fare a meno anche di Dybala. I tempi di recupero dell’argentino, mai davvero dentro la nuova Juventus di Pirlo, sono incerti, tra voci di mercato e rassicurazioni sulla sua dedizione alla causa bianconera. La fantasia e la qualità dell’argentino non ha eguali in rosa. Imprevedibilità che spesso è mancata al gioco bianconero. Contro il Verona, Pirlo spera ancora di potersi aggrappare a CR7….ma poi? Con tre obbiettivi da conquistare, more Morata e più Joya non sono slogan, ma condizioni imprescindibili per arrivare sino in fondo.

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