NESSUNO DICA “ARBITRO”

A prendersi le pagine domani mattina, sicuramente, sarà la decisione discussa dell’arbitro Marcenaro e del Var di annullare per fuorigioco il gol di Milik che, a tempo praticamente scaduto, aveva portato la Juventus sul 3 a 2, di fatto privando i bianconeri della vittoria finale. Magari qualcuno parlerà del parapiglia finale, con ben tre espulsi nei minuti di recupero (Milik per essersi tolto la maglia nel gol poi annullato, Allegri e Cuadrado per proteste sulla decisione del Var). Altri invece si fermeranno poco prima, e analizzeranno il minuto 92′, quando Bonucci prima si fa parare il rigore conquistato da Alex Sandro da Sepe, e poi ribatte in porta la respinta del portiere per quello che sarà poi il 2 a 2 finale.

Meglio, invece, partire dall’inizio. Dal primo tempo di una straordinaria Salernitana, che mette sotto i bianconeri, crea, e chiude uno straordinario primo tempo in vantaggio per due reti a zero con gol di Candreva e di Piatek su rigore (assegnato per un fallo di mano di Bremer. I campani escono con un punto dallo Stadium che, a conti fatti, sta pure stretto. Perché per una squadra come la Juventus, sparire dal campo per un tempo intero non è ammissibile. Così come non è più accettabile doversi puntualmente ridursi a sperare nell’assalto finale e a pregare nel “fino alla fine”. Così come poco ammissibile è dovere continuare a vivere delle folate dei singoli per sperare in un risultato. Dello stacco imperioso di Bremer che sigla la rete dell’1 a 2 al 51′ e rimette in partita i bianconeri. Della azione singola di Cuadrado che propizia il rigore su Sandro, poi sbagliato e ribattuto in rete da Bonucci nel finale di gara. A prendersi la copertina sarà la decisione arbitrale che ha annullato la rete del 3 a 2, dicevamo. E non il fatto che il pareggio stia più stretto alla Salernitana che non alla Juventus.

La Juventus torna a casa con gli ennesimi punti persi, e l’ennesima prestazione a metà, fatta di folate e poca concretezza e continuità. Poco squadra, poche idee. Troppo poco per chi parte con i favori del pronostico e la rosa più costosa del campionato.

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