QUANDO IL BIG MATCH LO SI GIOCA DA UNDERDOG…

E’ una Juventus inevitabilmente condizionata dalle assenze di Dybala e Morata quella che domani sera accoglierà il ritorno della Champions e la sfida contro Chelsea campione d’Europa. Allegri lascia l’enigma sull’undici titolare che dovrà sopperire alla pesante mancanza offensiva e detta un unico credo: “Domani bisognerà giocare bene tecnicamente”. Non semplice, se si pensa che davanti la Juventus avrà la squadra più forte d’Europa o giù di lì. Eppure, i Bleus di Tuchel sono proprio l’avversario perfetto per il momento bianconero. Premessa: il diktat di casa Juventus prevede che si giochi sempre per vincere, e la sconfitta difficilmente venga contemplata, qualsiasi sia l’avversario. Ma quello di domani sarà il primo match che i bianconeri giocheranno non da favoriti sulla carta. Se si considera che buona parte dei problemi di inizio stagione dei bianconeri in campionato sono stati più che altro di livello psicologico, ecco spiegato il perché quella contro il Chelsea può trasformarsi nella gara della svolta bianconera. E’ una gara di Champions, è il match tra le due squadre più attrezzate per arrivare alla qualificazione, ci sarà il pubblico delle grandi occasioni…di certo l’atteggiamento poco propositivo, i cali di concentrazione e la mancanza di mordente spesso mostrata domani non dovrebbe essere contemplati. Allo stesso tempo, non è quella di domani la gara decisiva per la qualificazione. E la Juventus, che ha già incassato i primi tre punti del girone di Champions, e anche in campionato ha messo insieme due vittorie consecutive, può permettersi di affrontarla con relativa serenità. Ecco perché i bianconeri, liberi dalla consueta pressioni dei favoriti, del risultato a tutti i costi, mettendo da parte insicurezze e della paura di sbagliare, possono concentrarsi sulla prestazione. Sul mettere ulteriori tasselli nel percorso verso il tornare ad essere la corazzata vista in passato, sul mettere alla prova il proprio livello al cospetto di uno degli avversari più temibili. Capire a che punto sono i “lavori in corso”, insomma. E la prestazione, spesso e volentieri, si porta dietro anche i risultati. E farlo contro il Chelsea, mentalmente, potrebbe essere la sliding door tanto cercata da Allegri

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