Le parole pronunciate da Luciano Spalletti nel post-partita di Juventus-Fiorentina sono di quelle che pesano come macigni e che, nella storia del calcio italiano, spesso anticipano svolte improvvise. “Questa settimana parlerò con John Elkann, sarà un’analisi di me stesso” ha dichiarato il tecnico toscano, visibilmente provato dalla sconfitta che rischia di compromettere l’intera stagione bianconera.
Un allenatore che chiede spontaneamente un colloquio con la proprietà dopo una sconfitta non è mai un segnale banale. Spalletti ha voluto assumersi le responsabilità del momento — “Se la mia squadra gioca così, devo analizzare quello che ho fatto io prima di analizzare i calciatori” — ma al tempo stesso ha difeso il bilancio complessivo del suo lavoro, sottolineando come “la stagione sia stata positiva” e che “alcuni episodi hanno penalizzato una stagione che poteva essere grandissima”.
John Elkann, numero uno della Juventus, domenica non era presente all’Allianz Stadium né a Torino, impegnato all’estero per ragioni legate a Exor. I contatti telefonici tra il presidente e l’allenatore sono tuttavia frequenti e non è escluso che un primo confronto sia già avvenuto nelle ore successive alla partita.
Alla Continassa, secondo le indiscrezioni trapelate, si respira un’aria di continuità: nessuno parla di rivoluzioni imminenti e il rinnovo del contratto di Spalletti fino al 2028, firmato poche settimane fa, rappresenta un segnale chiaro della fiducia della proprietà. Tuttavia, la mancata qualificazione alla Champions League cambierebbe radicalmente lo scenario economico e progettuale del club. In questo contesto, il nome di Antonio Conte — fresco di separazione dal Napoli dopo aver centrato la qualificazione — è inevitabilmente emerso come possibile alternativa, sebbene al momento si tratti più di speculazione giornalistica che di pista concreta.
L’incontro tra Spalletti ed Elkann sarà in ogni caso un momento cruciale per definire le strategie della prossima stagione. Dall’eventuale richiesta di rinforzi sul mercato alla gestione dei casi spinosi — Vlahovic e Koopmeiners su tutti — passando per una possibile riorganizzazione della struttura dirigenziale. Una settimana decisiva per il futuro della Juventus.








