STATISTICHE, I numeri che spiegano il rendimento negativo della Juve.

La sosta per le nazionali di novembre è la prima occasione per fare un punto sulle squadre della Serie A con l’aiuto delle statistiche. Si deve tenere conto, però, che le valutazioni fatte adesso sono solo circostanziali, poichè sette partite sono veramente poche per estrapolare una statistica affidabile. Nonostante ciò, gli Expected Goals offrono garanzie maggiori rispetto alle altre statistiche.

Per ognuna delle prime squadre della classifica di Serie A si è cercato di fornire sinteticamente pregi e difetti secondo le statistiche. Anche per la Juventus è stato effettuato un lavoro accurato nei minimi dettagli, che ha ottenuto un notevole successo sul web.

Per leggere le statistiche bianconere, bisogna partire dal presupposto che le prestazioni della squadra nell’ultimo anno della gestione Allegri, erano crollate sia dal punto di vista offensivo che da quello difensivo. Con Maurizio Sarri, anche se con continue e fortissime oscillazioni, i bianconeri erano risaliti un pò nella competitività generale. Oggi, la Juventus di Andrea Pirlo, è la settima squadra del campionato per pericolosità offensiva e dai 10,9 xG accumulati ha ricavato solo 10 reti, escludendo i rigori. 

Il problema maggiore della tattica offensiva della Juventus, in questo momento, non è tanto legato alle scelte, quanto ai volumi. I bianconeri sono la decima squadra per numero di tiri effettuati su azioni manovrate (9,3 tiri a partita); mentre, al contrario, è la quarta squadra per la pericolosità media delle occasioni create (0,14 xG per ogni tiro), e anche per la precisione al tiro è ben posizionata, dato che il 16% dei tiri presi finiscono in goal, e solo Atalanta e Fiorentina riecono a fare di meglio in Serie A.

Pirlo, sin dalle prime interviste, aveva posto l’accento sul concentrarsi sulla fase di riconquista del pallone. E infatti, per numero di palloni recuperati nella metà campo offensiva, la Vecchia Signora riporta solo l’undicesima prestazione del campionato con 14,2 recuperi a partita, una media che l’anno scorso era più alta con 15,6 recuperi a partita. Anche per il PPDA (possesso palla), la Juve è piuttosto indietro, anche qui solo undicesima, sintomo di un atteggiamento nel portare la pressione e nel recupero palla ancora troppo passivo. Per palloni recuperati e per PPDA, lo scorso anno, i bianconeri erano rispettivamente al terzo e al settimo posto in campionato.

Certo è, dunque, che la squadra deve ancora crescere molto e che deve trovare l’equilibrio e le dinamiche tattiche giuste per ritornare ad avere prestazioni molto più alte rispetto a quelle mostrate in queste prime sette giornate di campionato

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