UNA PROVA DI CARATTERE. LA JUVENTUS RIALZA LA TESTA E SI PRENDE LA FINALE

La squadra di Massimiliano Allegri si lascia alle spalle l’opaca prestazione dell’ultimo turno di campionato e batte la Fiorentina con le reti dell’ex Bernardeschi e di Danilo. A Torino la compagine di casa ritrova morale e fiducia e lancia la sfida ai nerazzurri.

TORINO – Un Allianz Stadium gremito fa da cornice al match di ritorno delle semifinali di Coppa Italia. Con una prestazione da Juventus, i bianconeri bissano il successo dell’andata e raggiungono l’Inter nella finalissima di Roma. La partita è vivace, di quelle godibili. La posta in palio ambitissima da entrambe le squadre. Parte meglio la Fiorentina che trova il giro palla veloce e il piglio giusto nella conduzione del gioco. Dopo pochi minuti la squadra di Italiano ha una buona occasione da corner: Igor svetta sul tiro dalla bandierina, si alza un campanile sul quale arriva Nico Gonzalez con Perin che perde il contatto con il pallone. La palla arriva a Torreira che calcia in porta e trova Cabral a “difendere” la porta bianconera. Il brivido scuote i padroni di casa che minuto dopo minuto prendono le misure agli avversari, anticipandone spesso il fraseggio in mezzo al campo. Dusan Vlahovic e Alvaro Morata affinano l’intesa e si propongono con maggiore intensità dalle parti di Dragowski. Lo spagnolo perfeziona un contropiede servendo al numero 9 un pallone in posizione defilata: diagonale del serbo che trova l’opposizione del portiere viola. E’ poi Vlahovic, qualche minuto più tardi, a liberare in area il compagno con il tacco ed è provvidenziale Martinez Quarta nella chiusura. Per un ex che ci prova, un altro ci riesce. Alla mezz’ora cross di Morata, Dragowski buca l’uscita e sulla corta respinta di testa di Biraghi Federico Bernardeschi esegue un controllo e destro da manuale per il vantaggio della Juventus. Per il numero 20 si tratta del secondo gol ai toscani da quando indossa la maglia bianconera. La viola si fa vedere nel finale di tempo quando un’ingenuità di De Sciglio regala a Cabral una conclusione sulla quale deve mettere una pezza Perin.

CUORE E SACRIFICIO – Le squadre rientrano dagli spogliatoi per i secondi 45 minuti e c’è una novità nello schieramento ospite. Si ferma Torreira per un problema fisico, prende il suo posto Amrabat. La ripresa vede la Fiorentina spingere decisa sull’acceleratore alla ricerca della rete che possa alimentare le speranze dei gigliati. Un attento Perin è chiamato al grande intervento su Martinez Quarta che aveva trovato l’impatto di testa da corner. Sotto gli occhi di un insoddisfatto Vincenzo Italiano, la viola si protrae nel massimo sforzo per rientrare in partita ma la Juventus si difende con ordine e non rinuncia a ripartire: al 55′ Vlahovic serve Zakaria in profondità, conclusione di destro del centrocampista che scheggia il palo esterno alla sinistra di Dragowski. Verso l’ora di gioco Italiano inaugura la serie dei cambi non forzati inserendo Sottil per Saponara. Risponde Allegri che sostituisce Morata con Dybala. Nuovo cambio per Italiano che vuole accrescere le velleità offensive dei suoi: fuori Venuti, dentro Callejon. Nel momento di grande spinta della Fiorentina, Bernardeschi scodella in area un pallone ottimo per l’inserimento di Rabiot: palla in rete ma il Var annulla per l’offside del centrocampista francese tra i migliori in campo della Vecchia Signora. Al 73′ dagli sviluppi di un calcio di punizione c’è un contatto in area tra de Ligt e Biraghi: protestano i calciatori bianconeri ma l’arbitro non ravvisa irregolarità. L’ingresso di Cuadrado conferisce brio e imprevedibilità alla manovra di Allegri nei minuti finali. Il colombiano sarà grande protagonista dell’azione del raddoppio: dribbling secco sui Martinez Quarta e palla dietro per Danilo che trova il secondo palo e chiude la partita. Una Juventus ben diversa da quella dell’andata legittima il raggiungimento del traguardo con una prova molto convincente. I bianconeri, detentori del titolo, possono così disputare la terza finale consecutiva di Coppa Italia (una persa e una vinta nelle ultime due precedenti edizioni).

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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