VERONA-JUVENTUS:
L’arbitro Rapuano dopo l’arbitraggio in Verona-Juventus, sarà retrocesso in Serie B, con provvedimento dell’AIA in seguito agli errori del direttore di gara.
Possiamo ritenere che l’incontro tra Verona e Juventus è stato falsato dalla concessione di un calcio di rigore, che ha anche scatenato la rabbia del tecnico della Juventus, Igor Tudor.
Ma andiamo ad analizzare il rigore concesso ai gialloblù:


Quando il pallone tocca il braccio di Joao Mario, questo è aderente al corpo, il pallone subisce una deviazione ma il braccio non è più staccato dal corpo, l’effetto ottico del rigore è dato dal braccio staccato dal corpo che poi rientra prima del contatto.
Sulla rimessa laterale di Bradaric, Nelsson nel saltare copre il pallone alla visuale di Joao Mario.
Inoltre si può osservare che il braccio è largo, ma è piegato al gomito.
Rapuano fa proseguire, e poi dopo con l’ausilio del VAR concede il calcio di rigore.
NAPOLI-PISA:
Episodio controverso, anche in Napoli-Pisa, che di fatto ha falsato l’incontro.
Al 7° minuto Leris cade a terra, il pallone gli tocca la mano destra in appoggio sul terreno di gioco, il giocatore si rialza facendo leva proprio su quel braccio, l’azione prosegue e viene affrontato da De Bruyne, che in maniera maldestra gli pesta il piede proprio sulla linea che delimita l’area grande, quindi è dentro l’area, rigore netto.
Nessuno si accorge, il Pisa non protesta in maniera veemente, l’azione prosegue come se nulla fosse accaduto.
L’episodio sfugge a tutti, ma non a Mazzoleni, che chiama Crezzini all’On-field review: il pestone è netto, e non si può sorvolare, ma prima però, fa vedere al giovane collega il tocco di mano di Leris, questo, a mio avviso, confonde l’arbitro, che nel cervellotico processo decisionale, attribuisce a quel tocco di braccio, che di solito non è punibile, una sorta di procurato vantaggio, perchè, a giudizio dell’arbitro, consente al calciatore di posizionarsi in maniera da recare svantaggio alla difesa partenopea.
Fallo di mano e rigore come se non fosse mai esistito.





A mio avviso, il rigore è netto, il calciatore non riceve nessun vantaggio dal tocco di mano, l’azione prosegue regolarmente, fino al contatto di De Bruyne che di fatto impedisce all’attaccante del Pisa il prosieguo dell’azione.
Riportiamio il commento di Luca Marelli, ex arbitro, nel post-partita di Napoli-Pisa, ai microfoni di Dazn, che ha commentato la chiamata da Mazzoleni per step-on-foot di De Bruyne su Leris, piede destro su piede destro.
Marelli smentisce l’arbitro: “Mani di Leris non punibile, c’era rigore per il Pisa”.
“Corretto il richiamo al Var ma tutto viene annullato perché viene mostrato da Mazzoleni un tocco di braccio di Leris. Non bisogna fare confusione nelle regole. Il tocco di mano in appoggio vale per tutti, attaccanti e difendenti. Leris non fa niente con quel braccio, è un braccio in appoggio. Il pallone gli carambola addosso. Motivo per cui quel tocco di braccio non doveva essere valutato punibile e non doveva neanche essere mostrato al Var perché non è un chiaro ed evidente errore. È un tocco codificato non punibile”.
I due episodi, capitati alle due formazioni in testa alla classifica, sono decisi in maniera difforme, e come effetto finale, impediscono alla Juventus di restare in testa alla classifica a punteggio pieno, ed al Napoli di scappare da solo con due punti di vantaggio proprio sui bianconeri.
Infine, tante volte ci si dimentica degli effetti negativi, che tali decisioni producono sulla lotta salvezza, dove Verona e Pisa saranno impegnate da qui fino alla fine del campionato.
Un ultima considerazione è doverosa oltre che necessaria.
Il VAR, fin dalla sua introduzione, era stato visto come uno strumento che avrebbe impedito agli arbitri di farsi condizionare nelle decisioni da intraprendere contro i Top Club, rendendoli meno condizionati nelle loro decisioni.
Purtroppo, però, dopo un inizio incoraggiante, stiamo assistendo ad un ritorno di una discrezionalità pericolosa, a cui va posto rimedio al più presto, altrimenti a fine campionato dovremmo elencare una casistica di decisioni arbitrali diametralmente opposte per casi analoghi.








