CHIESA: “La mia carriera, Ronaldo, gli allenatori, racconto tutto”

Il figlio d’arte si racconta nel corso di una diretta Instagram

Il racconto – Intervenuto in una diretta Instagram con la pagina Calcioshop, Federico Chiesa ha raccontato diversi aneddoti sulla sua carriera. Ecco le parole del figlio d’arte, della stella del firmamento della Juventus:

Sugli inizi nel calcio

“La mia famiglia ha influito, perché da quando ho iniziato a muovere i primi passi avevo la palla attaccata ai piedi. La passione me l’ha trasmessa mio padre, portandomi a sette anni alla Settimianese. Sono andato subito nella scuola calcio di Firenze e da lì è iniziata la mia carriera

Sul papà Enrico

 “Io e lui abbiamo un bellissimo rapporto. Ha tantissimi anni di esperienza, quando mi dà qualche consiglio mi fa piacere. Giocando a calcio tutti i giorni mi piace parlare anche di altro, ma diciamo che nella mia famiglia quasi tutti si intendono di calcio. Mia mamma è stata 20 anni dietro mio papà nella sua carriera… A livello comportamentale mi han dato tanti consigli, mi hanno trasmesso i valori dell’umiltà e della voglia di migliorarsi sempre. Crescendo mi han sempre chiesto il massimo, sia nel calcio e sia negli studi e a scuola. Tutto ciò mi ha aiutato a diventare l’uomo che sono oggi

Sugli allenatori

L’allenatore che mi ha fatto fare il salto tra i grandi, Paulo Sousa, è stato colui che ha puntato su di me, mi ha dato tantissima fiducia. Lo devo ringraziare, perché dalla Primavera alla prima squadra mi ha fatto fare il salto. Mi viene in mente anche Eddy Baggio: erano gli Allievi Nazionali, grazie a lui ho iniziato a giocare con più costanza. In Primavera Guidi, mi ha insegnato tantissimo sotto l’aspetto calcistico, dell’intensità

Sulla partita più emozionante

 “Mi ricordo con tanta emozione l’esordio in Serie A, quella è stata un’emozione unica. È stato il raggiungimento di tanti anni di sacrifici nel settore giovanile. Poi ci son state altre serate dopo quella che tengo dentro di me. Se devo dire una partita, mi viene in mente quella disputata con la Fiorentina Primavera contro la Juve Primavera a Vinovo: ho fatto gol, era il quarto di finale di Coppa Italia. Prendo questa partita perché mi ha dato la forza per restare tra i grandi. Paulo Sousa era solito a mandare i giovani dalla prima squadra in Primavera, per capire se avevano l’umiltà e i valori anche scendendo di categoria e non snobbando l’impegno. Non bisogna mai sottovalutare nessun tipo di partita”

Sulla nazionale

“Essere un giocatore della Nazionale è un sogno che si avvera. E’ qualcosa di unico: più della Nazionale non c’è niente

Chiesa tifoso

 “Il momento che ricordo più della Nazionale è la finale del Mondiale del 2006. Me la ricordo anche se ero piccolino. Poi metto anche il 2-0 dell’Italia con la Germania agli Europei del 2012

Sui propri punti di forza

“Come ho sempre detto io sono uno che vuole migliorare in tutto e c’è sempre da migliorare. Ogni giorno vado al campo motivato per cercare nuovi stimoli e dare di più. Ci sono tanti aspetti tecnici, il tiro in porta ad esempio, che devo migliorare: gioco con uno dei forti calciatori della storia che sa veramente tirare in porta, Cristiano. Da lui cerco di guardare tutto, è unico nel suo genere

Sulle aspettative per l’Europeo

Tutti ci auguriamo di raggiungere il massimo. Ma dobbiamo pensare di partita in partita: veniamo da una delusione Mondiale, è la prima competizione dopo quella disfatta quindi c’è grande entusiasmo

Sugli hobby

Come musica ascolto hip hop, raggaeton, anche qualcosa di commerciale. Non mi piace la techno. Per quanto riguarda gli hobby, ho la passione dell’universo quindi mi piace leggere libri, guardare documentari e giocare alla play-station

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