FOCUS, Due dati negativi preoccupano la Juventus. E’ giunta l’ora di cambiare

Gioco inesistente, pochi palloni toccati e mancanza di saper fare male: questa è la Juventus targata gli ultimi anni

IN NEGATIVO – Arriva il primo “stop” stagionale per la Juventus. Già, perchè nonostante il punto guadagnato contro la Sampdoria, questo pareggio sa più di sconfitta. E’ bastato l’infortunio di Angel Di Maria per ritornare indietro di qualche mese fa, quando la squadra bianconera a malapena riusciva a servire Dusan Vlahovic e a fare gol. Proprio a tal proposito Opta Paolo, sito web specializzato nell’analisi di dati e statistiche sul mondo del calcio, afferma come il centravanti serbo abbia toccato solo tre palloni nel primo tempo contro il club blucerchiato. Di questi palloni, almeno cinque in meno di qualsiasi altro giocatore in campo, portieri inclusi. Un dato che fa pensare e ragionare su come questa squadra non riesca a vedere la profondità. Ma non finisce qui, perchè arriva anche la seconda “batosta”. Come riporta sempre Opta Paolo, nelle ultime tre stagioni la Juventus non è mai riuscita a vincere entrambe le prime due giornata di campionato, dopo che ci era riuscita in tutte le precedenti quattro stagioni di Serie A. Un’altra importante informazione che fa riflettere sulla situazione della squadra torinese.

Negli ultimi tre anni, la Madama ha cambiato diversi allenatori (Sarri-Pirlo-Allegri), ma nessuno di loro ha saputo imporsi con decisione. C’entra anche il livello della rosa, con giocatori che non si sono mai integrati e che hanno mostrato limiti tecnici evidenti. Dopo un mercato mirato, studiato e ben indirizzato, la Juventus si ritrova (quasi) con gli stessi undici titolari dell’anno scorso e questo si nota in campo. Gli stessi errori, modi di giocare si ripercuotono anche quest’anno. Ma non sarà giunta l’ora di cambiare? Assolutamente sì. Bisogna prendere coscienza di quanto sta accadendo e, nonostante siamo soltanto alla seconda giornata di Serie A, questa sensazione sa molto di déjà vu. Non bisogna avere paura di rischiare e neanche di commettere errori (che tra l’altro sono stati già commessi). Spazio a giocatori giovani che possano esprimersi al meglio e che hanno grande potenziale di crescita. Più palloni per Vlahovic, colui che dovrebbe essere il bomber, il punto di riferimento della squadra. Meno passaggi indietro e più in avanti. “Il calcio è una cosa semplice” ha affermato qualcuno l’altra sera. E allora perchè si fa tutta questa fatica?

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