FOCUS, Perché sognare non costa nulla

Questo inizio di stagione della Juventus ha conosciuto una serie interminabile di alti e bassi, specie nell’ultimo periodo. Dopo ieri sera, però, la rimonta torna davvero alla ribalta?

ALTALENA DI EMOZIONI – Chiudiamo gli occhi e immaginiamo di andare sulle montagne russe. Ci viene in mente un’esperienza intensa, forte, accompagnata da un groviglio di sensazioni travolgenti. Il tempo che scandisce la corsa sembra infinito, mentre le salite e le discese si alternano tenendoci in una continua tensione. Anche dal punto di vista emotivo è qualcosa di simile, ovvero un’esperienza di imprevedibili slittamenti emotivi, reazioni intense, per cui ci si sente costantemente in preda ad un umore mutevole, come una sorta di pentola in ebollizione. Ora riapriamo gli occhi e pensiamo all’inizio di stagione della Juventus, protagonista di una continua altalena di emozioni che in pochi, dopo il campionato irto di ostacoli dello scorso anno, si sarebbero immaginati.

Ripercorriamo le ultime oscillazioni. Sul finire di ottobre, dopo il pareggio strappato all’Inter, l’obiettivo imperante dei bianconeri era quello di riuscire a ridurre ancor di più, fino alla sosta di novembre, la distanza con il vertice dove allora, come adesso, regnavano Milan e Napoli. Sulla carta il calendario risultava in discesa, dato che le avversarie erano Sassuolo e Verona, due squadre il cui coefficiente di difficoltà era legato più alle circostanze della partita che al loro valore intrinseco. Risultato? Due sconfitte su due in una settimana, con il sogno tricolore trasformatosi di colpo in una chimera. Una Juventus tremebonda e inconcludente che interrompe bruscamente la striscia positiva, grazie ai lampi di Maxime Lopez (per il Sassuolo) e di Giovanni Simeone (per il Verona). Più delle sconfitte, però, a preoccupare molto è stata la loro genesi, specchio di un gioco prevedibile e di un atteggiamento sbagliato. La Juve sembra in caduta libera, con la seconda sconfitta consecutiva che certifica lo stato di crisi e una classifica molto più che preoccupante, con 15 punti dopo 11 partite e un distacco dalla vetta che aumenta sempre di più.

Poi, cosa succede? La piccola svolta. Parentesi Zenit permettendo (con una vittoria piuttosto schiacciante dei bianconeri) il 6 novembre, allo Stadium, arriva la Fiorentina, contro cui all’ultimo respiro i bianconeri riescono a portare a casa tre punti d’oro che li rilanciano nella corsa Champions. E’ bastato un guizzo al 91′ di Cuadrado, gettato nella mischia da Allegri nel finale dopo che la Fiorentina era rimasta in 10, per fare la differenza. I bianconeri non hanno brillato sul piano del gioco, ma hanno confermato i progressi voluti dal tecnico sul piano caratteriale, gli stessi progressi ravvisati anche ieri sera all’Olimpico.

La vittoria contro la Lazio, pur se convincente solo per taluni aspetti, ha ribadito che la Vecchia Signora rende al meglio soltanto di fronte ad avversari di un certo calibro: risultati alla mano, salvo la sconfitta contro il Napoli, ha pareggiato con Inter e Milan, mentre ha vinto contro Roma, Lazio, Torino (il derby della Mole, quindi una partita molto “sentita”) e Fiorentina. Un altro dato, inoltre, che può far sorridere Allegri è che, per la prima volta, la Juventus ha conquistato i tre punti con due gol di scarto, nonostante una fase offensiva che ancora non convince a pieno e un centrocampo che, a piccoli passi, sembra pian piano prendere forma e trovare la sua essenza. Ora ad attendere i bianconeri, sabato 27, è l’Atalanta di Gasperini, una sfida cruciale soprattutto perché la Dea, oltre ad essere una squadra che negli ultimi anni è stata protagonista di un importante “glow up”, è una diretta avversaria per il quarto posto.

Parlare di nuovo di rimonta può risultare frettoloso, specie se il distacco dalla vetta è di ben dieci punti. Però sognare non costa nulla, anche perché una delle peculiarità dei bianconeri è quello spirito combattivo che, quando viene a galla, li ha sempre contraddistinti. Perciò, l’imperativo è mantenere alta la concentrazione, come predica Allegri, e continuare a rosicchiare punti alle avversarie, come già sta accadendo. Poi, con un tale Paulo Dybala in più che scalpita per rientrare, conosceremo il proseguo di questo avvincente romanzo calcistico.

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