LA BARCA FA ACQUA A VENEZIA, MA NON SONO I LAGUNARI. LA JUVE SI BUTTA VIA E PERDE DYBALA

La Juventus perde altro terreno e rischia di vedere scivolare via la zona Champions. I bianconeri si fermano ancora a Venezia. Uno ad uno con i neroverdi. A Morata risponde Aramu.

VENEZIA – Alto mare a Venezia. E sin qui non è certo una novità. La news, o forse la costante, se si guarda a questa anomala stagione della storia della Juventus, è che a stare affondando e a continuare pericolosamente ad fare acqua sia la barca bianconera. Certo, la serata in laguna non era iniziata nel migliore dei modi per Allegri, con l’infortunio di Dybala dopo appena 12 minuti di gioco. Il primo tempo dei suoi uomini però aveva lasciato sperare che si potesse fare a meno della Joya. Tante le occasioni create dai bianconeri, una concretizzata al 35′ del primo tempo con un Morata di cui la Juventus ora più che mai ha incredibilmente bisogno.

Poi la ripresa ed i soliti problemi. Forse l’illusione di essere ancora quella corazzata al quale bastava una rete e il risparmio energetico per portare a casa la vittoria. O magari i pericolosi tarli delle recenti sconfitte nella testa dei calciatori, quanto mai alla disperata ricerca di certezze. O ancora, e con grande merito, il Venezia che è rientrato in campo con intensità e atteggiamento propositivo. Fatto sta, che la rete di Aramu (un gran tiro) al 55′ minuto porta in dote i fantasmi del recente passato.

La Juventus si scuote, prova a riprendere in mano la gara, ma come spesso è accaduto quest’anno in modo frenetico, disordinato e soprattutto inconcludente. Il risultato è un niente di fatto. Un uno a uno che fa scivolare i bianconeri al sesto posto in classifica e, quel che peggio, a potenzialmente meno nove dall’Atalanta quarta in classifica. Se fino a qualche settimana fa si coltivava ancora il sogno scudetto, adesso preoccupa anche la corsa alla Champions League. Le vittorie contro Salernitana e Genoa e l’insperato primo posto nel girone Champions avevano riportato un po’ a galla il barcollante ambiente bianconero, che adesso si ritrova…in alto mare. Come e più di prima. Con un calendario a dir poco complicato nei primi mesi dell’anno, le gare da qui alla sosta natalizia rischiano già di scrivere il destino europeo della Juventus.

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