TATTICAMENTE, L’avanzata di Arthur e un Dybala “tardivo” svegliano i bianconeri. L’analisi di Cagliari-Juve

La Juventus si lascia alle spalle il beffardo ko con l’Inter e ottiene tre preziosi punti per tenere lontana la Roma. Nella rubrica tattica del giorno dopo analizziamo i principali spunti del match.

RITMI BASSI E MARCATURE – Per affrontare i rossoblu di Walter Mazzarri, Massimiliano Allegri sceglie un 4-4-2 multiforme che il passare dei minuti rivela essere un 3-5-2 speculare al modulo dei padroni di casa. Danilo si stringe dietro, Pellegrini avanza sulla linea del centrocampo e Rabiot si adegua a fare la mezz’ala di sinistra. Dybala agisce tra le linee, svariando talvolta sul versante di destra. La gara si assesta sin da subito su ritmi non particolarmente elevati, con il Cagliari a fare densità al centro e un Joao Pedro capace di catalizzare e pulire i palloni lunghi dei compagni. Da un pallone perso da Dybala, sull’efficacia intervento di Marin, nasce l’occasione più pericolosa per i padroni di casa. Il romeno serve il numero 10 che controlla e batte Szczesny sul palo lungo per l’1-0. I bianconeri cercano il pari più con giocate individuali che affidandosi alla manovra. Un Dybala sottotono, un Vlahovic marcato da Lovato e un giro palla nel complesso molto lento non consentono di abbozzare reazioni credibili. Le migliori cose si vedono sul fronte di destra dove Cuadrado riesce a garantire qualità e grande spinta. Lo spunto del colombiano nel dribbling è la chiave di volta del primo tempo: va via benissimo ad un avversario, entra in area e serve a De Ligt un cioccolatino da spingere in rete di testa. È il gol del pareggio che chiude un primo tempo di sofferenza.

REAZIONI – Nella ripresa il copione non cambia nella sostanza ma vi si può individuare una duplice reazione. La prima, quella della Juventus alla ricerca del vantaggio, la seconda dei padroni di casa che si fanno più intraprendenti negli ultimi dieci minuti di partita. Ma andiamo con ordine. La manovra della squadra di Allegri si fa più fluida quando Arthur, divincolandosi dalla marcatura di Joao Pedro, avanza il proprio raggio d’azione fino ad arrivare a ridosso dell’area avversaria. Lo stesso Dybala sbaglia meno appoggi e trova un fraseggio più pulito con i compagni: è proprio l’argentino a trovare in profondità Vlahovic, bravo e fortunato nella conclusione che vale il 2-1. Il vantaggio non dà sicurezza agli ospiti ma sveglia il Cagliari. I cambi di Mazzarri (Rog e Keita in particolare) innestano nuova linfa alla gara dei rossoblu che ora tentano il tutto per tutto. La Juventus si è difesa come ha potuto blindando il risultato contro il forcing finale dei sardi. La sofferta vittoria è una boccata d’aria fresca che allontana i timori e fa marciare verso la Champions con maggiore convinzione.

About Michele Paoletti

Storico dell'arte, appassionato di calcio, sognatore. Aspirante giornalista con l'amore per la scrittura. Una tavola dipinta o un rettangolo verde sono per me medesima fonte di ispirazione.

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