FOCUS, Fiorentina e Juve: una rivalità quasi secolare che non si è mai spenta

Entriamo sin da ora nel clima di Fiorentina-Juventus, ripercorrendo i passaggi della lunga rivalità

I PRECEDENTI – Negli ultimi dieci incontri la Juventus ha vinto ben 7 volte, pareggiando in un’occasione e perdendo in altre due. All’andata finì 3-0 per la Viola all’Allianz Stadium, e questo è l’esempio di quanto possa essere imprevedibile questa partita. La Juve vince spesso, ma la Fiorentina è abituata ai colpi di scena e una delle soddisfazioni maggiori per questo club è battere i bianconeri. Bisogna considerare anche che Ribery, il giocatore più rappresentativo ed esperto, non ha mai perso una partita contro la Vecchia Signora e domani sarà regolarmente in campo a guidare i suoi compagni. Insomma, sarà una gara decisiva contro l’avversario che, più di tutti, avrebbe il piacere di fare lo sgambetto a una Juve che ha ancora tutto da conquistare.

LA RIVALITÀ – La rivalità tra le due squadre ha origini molto antiche e non si è mai esaurita del tutto, nonostante le difficolta oggettive della Fiorentina sul piano sportivo e una posizione di classifica che non rispecchia le potenzialità della rosa. Il primo strascico risale addirittura al 1928: la squadra toscana, nata da appena un anno e mezzo, viene ripescata in Serie A dalla FIGC per questioni numeriche, anche se non ha una rosa all’altezza. La Juve, già dominatrice del calcio nazionale, vince 11-0 e il giornale di Torino intitolerà il giorno dopo: “Firenze, un… dici nulla?”. Poco meno di cinquant’anni dopo, nel 1975, la Juve va a Firenze per giocare la penultima gara di campionato, consapevole che basta una vittoria per vincere il suo 16esimo scudetto. Tutto è pronto per la festa bianconera, anche lo champagne, ma la Viola si impone per 4-1, rimandando ogni celebrazione. Il picco della rivalità si raggiunge però nel 1982: le due squadre arrivano all’ultima giornata a pari punti in testa alla classifica e una vittoria di entrambe avrebbe portato allo spareggio. Quello era l’anno del Mondiale di Spagna, e l’eventualità dello spareggio avrebbe costretto Bearzot a rimandare il ritiro della Nazionale. Risultato? La Fiorentina pareggia 0-0 col Catanzaro dopo un goal regolare annullato a Graziani, mentre la Juve vince grazie a un rigore dubbio siglato da Brady. Da questo episodio nasce lo slogan: “Meglio secondi che ladri“, simbolo di una rivalità ormai quasi secolare. Da menzionare anche una finale di Coppa Uefa disputata dalle due squadre e caratterizzata da un altro episodio arbitrale dubbio. Successivamente, lo scontro si ravviva intorno alla figura di Baggio: il Divin Codino viene ceduto contro la sua volontà alla Juve, a causa di problemi societari e ciò provoca una rivolta enorme a Firenze. Qualche mese dopo il giocatore torna da avversario in quella che per anni era stata la sua piazza, gioca male e senza voglia prima di essere sostituito. Al momento dell’uscita dal campo raccoglie una sciarpa della Fiorentina lanciata da un tifoso e la tiene con sé per tutto il tragitto fino agli spogliatoi. Un gesto forte che i fiorentini non dimenticheranno mai, ma che i tifosi bianconeri hanno criticato ferocemente. Nell’ultimo decennio non sono mancati gli scherni, sia in campo che fuori: dal 4-2 in rimonta con la tripletta di Giuseppe Rossi allo 0-5 della Juve nella stagione 11/12, fino all’intromissione della Juve nella trattativa che avrebbe portato Berbatov a Firenze. Due culture calcistiche opposte a confronto; da un lato la bellezza e l’attaccamento ai colori che ha sempre contraddistinto la piazza di Firenze e dall’altro la vittoria e l’esigenza di primeggiare in ogni momento.

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